domenica, 1 Agosto 2021
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Motoseghe: cosa sono e come sceglierle

Se si possiede un giardino o uno spazio verde è fondamentale possedere gli attrezzi giusti per poter effettuare tutti i lavori necessari. Tra gli attrezzi maggiormente utili rientrano sicuramente le motoseghe. In poche parole, si tratta di un attrezzo ideale per abbattere, potare, tagliare gli alberi e svolgere molti altri lavori che sarebbero particolarmente difficoltosi senza questo prezioso strumento. Le prime motoseghe risalgono al 1920, e costituirono una vera e propria rivoluzione nella produzione del legname rispetto agli anni precedenti. Lo scopo di quest’invenzione era quello di rendere il lavoro del boscaiolo meno pesante, ma nel giro di poco tempo si riuscì anche ad incrementare la produzione e garantire maggiori guadagni per chi si specializzava in questo strumento. Nel 1950 si passò dalla motosega a catena alimentata a benzina, da utilizzare in coppia, alla motosega a motore più performante e leggera, azionabile anche da una sola persona. Attualmente, sul mercato esistono diversi tipi di motosega di molteplici dimensioni, che non vengono utilizzate solo dai boscaioli ma anche dalle persone che amano prendersi cura del proprio giardino.

Tipologie di motoseghe

Oggigiorno nel mercato esistono molteplici modelli di motoseghe e se non si è esperti del settore si rischia di acquistare un modello non utile per le proprie necessità. In genere vengono classificate in base al tipo di alimentazione: esistono motoseghe termiche, a scoppio, elettriche alimentate a filo ed elettriche alimentate a batteria, ma vengono divise anche in base alla dimensione, al peso, alla potenza, ai giri della catena ed alla lunghezza della barra. In genere, la scelta del modello giusto è differente a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare. Ad esempio, le motoseghe piccole sono strumenti che permettono di lavorare in modo comodo ed agile, e che possono essere riposti semplicemente in un ripostiglio. Costituiscono la soluzione ideale, ad esempio, per potare un albero salendo su una scala. Inoltre, esse possono essere utilizzate con una sola mano. Si può pensare, però, che le motoseghe piccole non siano molto performanti, tuttavia non è così. Alcuni modelli garantiscono una potenza elevata nonostante le dimensioni ridotte. Invece, una motosega a scoppio, viene utilizzata principalmente per tagliare tronchi molto grandi dal diametro superiore ai 40 cm. Infine, le motoseghe elettriche sono sempre più utilizzate, con il passare degli anni infatti sono diventate anch’esse strumenti piuttosto performanti. Tuttavia, il loro utilizzo può essere limitato a causa della ridotta autonomia e dell’utilizzo del filo elettrico. Molti modelli infatti necessitano di essere collegati ad una spina elettrica, ovviamente esistono anche modelli dotati di batteria, sicuramente più comodi ed efficienti.

Manutenzione della motosega

Per far sì che la motosega possa essere utilizzata senza problemi, è necessario effettuare la manutenzione periodica. Solo in questo modo è possibile utilizzare per un lungo lasso di tempo la propria motosega. I vari componenti della motosega devono essere sempre puliti, infatti è facile che vi siano accumuli di segatura impastati con l’olio della catena tra le alette di raffreddamento del motore oppure sulla marmitta. La catena è un altro elemento che deve essere controllato spesso. Lavorare con una catena poco affilata significa sforzare il motore in maniera eccessiva, e quindi usurarlo. Per capire quando è il momento di affilare la catena bisogna osservare il truciolo durante il taglio: se la polverosità è bassa, significa che lo stato della catena è ottimale; in caso contrario, è necessario utilizzare delle lime tonde per affilare la catena oppure rivolgersi ad un negozio di fiducia. Inoltre, è bene controllare prima di ogni utilizzo i bulloni, per verificare che siano ben saldi, dato che potrebbero allentarsi per colpa delle vibrazioni sull’attrezzo dovute all’utilizzo; e la frizione e freno della catena, che devono arrestarsi immediatamente e funzionare in modo adeguato, attivandosi solamente se azionati.

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

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