sabato, 18 Maggio 2024
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Com’è cambiato il mercato del lavoro dopo il Covid

Il mondo del lavoro pre Covid è molto diverso rispetto a quello del dopo Pandemia. Questo cambiamento è stato la conseguenza naturale di limitazioni prolungate, quarantene e lockdown che hanno obbligato i lavoratori a rimanere per lungo tempo assenti dal proprio luogo di lavoro.

Quando la situazione è tornata alla normalità, erano le persone ad essere ormai cambiate, con lavoratori più consapevoli e aspirazioni lavorative nuove e differenti che hanno provocato il fenomeno del “great resignation” (ovvero dimissioni in massa in ogni settore) e la richiesta di condizioni migliori e più opportunità.

Questo ha accelerato il turnover aziendale (cioè il ricambio di personale), sia per l’esigenza dei lavoratori di cambiare, come abbiamo appena spiegato, sia a causa della crisi che ha costretto molte Imprese a chiudere.

Si è quindi innescata una forte ricerca di nuove figure professionali nel mercato del lavoro, come si può vedere dai tanti annunci quotidiani che appaiono sui siti delle Agenzie per il lavoro, come ad esempio Adecco.

Lavoro post Covid: i cambiamenti più significativi

Questo cambiamento ha portato le Aziende a dover obbligatoriamente rivedere tempi, modi e luoghi di svolgimento delle attività lavorative, con nuove modalità, nuove sfide da affrontare e nuove competenze richieste. Di seguito i cambiamenti più significativi

Smart working

Il primo cambiamento che ha investito il mondo del lavoro durante e dopo la Pandemia è stata l’introduzione e la diffusione dello smart working e del lavoro da remoto.

Il “lavoro agile” è entrato prepotentemente nella quotidianità di molti lavoratori, che hanno avuto così modo di ridefinire le proprie priorità, sviluppando l’esigenza di un cambiamento in favore di una maggiore flessibilità.

Da qui la nascita di un modello di lavoro ibrido, con il personale che si divide tra tempo in ufficio e tempo in un’altra sede.

Nascita di nuove professioni

Un altro cambiamento radicale ha coinvolto l’ambito tecnologico, con il forte impatto dell’automazione e di sistemi tecnologici e soluzioni virtuali che hanno stravolto il mondo del lavoro richiedendo conoscenze nuove, skills digitali e un aggiornamento praticamente continuo per riuscire a stare al passo con i tempi.

Questa rivoluzione digitale ha portato alla nascita di nuovi lavori e di nuove figure professionali specializzate, che devono essere iper-qualificati e in possesso di competenze trasversali e competenze tecniche e tecnologiche sempre più complesse se non vogliono restare fuori dal mercato.

Inoltre, ha completamente modificato i trend occupazionali, con una forte richiesta di nuova forza lavoro nella filiera dell’informatica, delle telecomunicazioni, della robotica e dei servizi digitali.

Condizioni di lavoro migliori

In questo clima, risulta evidente che le Aziende hanno dovuto riprogettare le condizioni dei propri dipendenti, gli spazi operativi e la cultura lavorativa in favore di un’employee experience basata sul benessere, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.

Alcune strategie aziendali hanno riguardato l’aumento degli stipendi, maggiori benefit, orari più flessibili, piani di formazione e tutoring, con un maggiore impegno verso la sostenibilità, l’inclusione, la responsabilità sociale e il senso di appartenenza.

L’obiettivo principale? Costruire un ambiente di lavoro virtuoso e resiliente in cui attrarre e mantenere i talenti, accelerare la trasformazione digitale e coinvolgere ogni persona in un universo valoriale condiviso.

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

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