domenica, 3 Dicembre 2023
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Assegno Unico Universale: Nel 2023 niente nuova domanda se l’Isee non è cambiato

Forse non sarà necessario presentare la domanda di rinnovo dell’Assegno Unico ed Universale 2023, per quei soggetti per i quali la situazione Isee non è variata rispetto all’anno precedente e l’Inps è già in possesso dei dati necessari per liquidare l’assegno.

Questa pare sia la volontà dell’Inps, finalizzata ad agevolare gli interessati. In ogni caso però, gli stessi dovranno verificare, che quantomeno la situazione del nucleo familiare non sia variata.

La domanda per il riconoscimento dell’Assegno Unico ed Universale, deve essere presentata dal 1° gennaio di ciascun anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo.

La domanda di rinnovo dovrà essere presentata dai soggetti la cui situazione patrimoniale e reddituale è variata rispetto all’anno precedente.

Per chi ha un valore Isee superiore a € 40.000 o non ha certificato l’Isee all’Inps, l’assegno unico continuerà ad essere erogato nella misura minima anche nell’anno successivo. Per contro, chi ha diritto alla quota aggiuntiva dell’assegno, conseguente al valore Isee inferiore a € 40.000, dovrà comunque rinnovare l’Isee per continuare a ricevere la maggiorazione.

Ricordiamo che l’Assegno Unico ed Universale ha inglobato e quindi sostituito, le detrazioni fiscali previste per i figli a carico fino a 21 anni e gli assegni al nucleo familiare.

Scadenza della domanda per l’Assegno Unico Universale

Chi non ha ancora presentato la domanda può comunque provvedere entro la fine di ciascun mese ed iniziare ad incassare dall’Inps l’assegno dal mese successivo. Discorso invece diverso per chi deve effettuare il trasferimento della pensione.

Attenzione però, chi non ha presentato la domanda per Assegno Unico Universale, entro il 30 giugno 2022, non può più ottenere le mensilità arretrate. Infatti, a partire dalle domande presentate dal mese di luglio, il richiedente ha diritto di ricevere l’assegno solo dal mese successivo alla richiesta.

Assegno Unico Universale: Spetta anche ai lavoratori extracomunitari?

A condizione che rispettino alcune prescrizioni, l’AUU, l’Assegno Unico Universale che per moltissimi lavoratori ha sostituito l’assegno familiare, spetta anche agli extracomunitari.

La principale prescrizione, è il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o del permesso di lavoro subordinato o stagionale di durata almeno semestrale. Per questi ultimi, spetta per l’assistenza ai minori o per permessi concessi in virtù di casi “speciali”.

Sono esclusi i titolari di permesso di “attesa occupazione“, o che sono nel nostro Paese per motivi di studio, visite, affari, turismo. Per quanto attiene il diritto all’AUU, sono equiparati ai cittadini italiani gli apolidi, i rifugiati politici, i titolari di protezione internazionale, i titolari di Carta Blu cioè altamente qualificati, i lavoratori del Marocco, Algeria e Tunisia, i lavoratori stranieri non appartenenti all’UE, che esercitano in Italia un’attività non occasionale di lavoro autonomo.

Il diritto può essere esercitato anche con permesso di soggiorno in scadenza, a condizione che venga rinnovato. Secondo quanto comunicato dall’Inps con una recente circolare, il diritto all’AUU decade solo in caso di revoca, annullamento, o di mancato rinnovo per ragioni gravi.

Autore
Niki Rocco
Senior Web Developer e Seo Specialist di professione. Laureato in Informatica presso l'università Cà Foscari di Venezia, ha una passione sfrenata per il web.

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