lunedì, 23 Novembre 2020
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Perché acquistare un mangiapannolini maialino

Stiamo parlando di un accessorio che fino a qualche anno fa neppure esisteva, eppure oggi quasi tutti i neogenitori ne comprano uno. Si tratta di un bidoncino appositamente progettato per la gestione dei pannolini sporchi. Certo, volendo li si può gettare nel classico bidone della spazzatura, quello che molti posizionano in cucina, sotto al lavandino. Ma visto che la raccolta della spazzatura non sempre si effettua con una frequenza elevata, oggi più che mai è importante poter gestire i pannolini evitando odori sgradevoli e batteri che si diffondono in tutta la casa. Il mangiapannolini maialino svolge proprio questa funzione.

A cosa serve un mangiapannolini maialino

Esistono diversi modelli di mangiapannolini, il maialino è il nome commerciale di uno specifico prodotto; molti genitori però tendono a chiamare maialino qualsiasi mangiapannolini esistente in commercio, forse perché questo nome è più carino e rapido da pronunciare. Detto questo, il mangiapannolini serve per conservare i pannolini in un luogo a loro adibito; al contempo questi piccoli bidoncini permettono di sigillare i pannolini, in modo che i batteri eventualmente contenuti nelle feci e nell’urina non si diffondano nella casa, così come l’odore. Visto che un bambino di pochi giorni può sporcare fino a 5-6 pannolini ogni giorno, o anche di più, è chiaro che stiamo parlando di una certa mole di pannolini, ossia di spazzatura indifferenziata prodotta ogni giorno. Non tutti vogliono conservare nella spazzatura comune questi resti, ma neppure hanno il desiderio di uscire di casa a gettarlo in un cassonetto più volte al giorno.

Cosa fa un mangiapannolini

Come abbiamo detto un mangiapannolini isola i pannolini, inserendoli in un apposito contenitore. Alcuni hanno un coperchio che permette l’introduzione del pannolino sporco senza aprire il contenitore. Altri sono progettati per sigillare ogni singolo pannolino in un piccolo sacchetto di materiale plastico, in modo che odori e batteri non possano uscire in alcun modo. I modelli disponibili in commercio sono vari, sia di quelli che hanno all’interno un filtro anti odore, sia di quelli che si utilizzano in modo decisamente molto semplice, come fossero piccoli bidoncini per i pannolini e basta.

Scegliere il mangiapannolini giusto

Tra gli elementi che solitamente i genitori considerano prima di acquistare un mangiapannolini vi è la possibilità di utilizzare questo accessorio con sacchetti comuni, o invece la necessità di comprare sacchetti appositamente progettati. Nel primo caso non si è legati al brand di produzione del mangiapannolini; nel secondo caso è più probabile che i sacchetti appositamente creati per la conservazione dei pannolini siano a triplo strato, perfettamente sigillati e che rendono impossibile avvertire qualsivoglia odore sgradevole in casa, anche quando il bidoncino è pieno fino all’orlo. In linea generale comunque stiamo parlando di prezzi, sia per quanto riguarda l’accessorio che per i sacchetti, abbastanza bassi, che permettono a qualsiasi coppia di acquistare questi prodotti senza dover fare spese improponibili.

E quando il mangiapannolini è pieno?
Alcuni mangiapannolini sono in grado di contenere fino a 30-40 pannolini prima di essere colmi fino all’orlo. In questo caso è sufficiente aprire il contenitore ed estrarre il sacchetto al suo interno. Alcuni modelli prevedono che si prema una leva, che consente di pressare l’aria in eccesso e sigillare il sacchetto all’interno. In questo modo si può togliere dal bidoncino un sacchetto perfettamente colmo, ma anche perfettamente chiuso. Lo si potrà così smaltire come meglio si crede, seguendo le indicazioni della città in cui si vive. Infatti ci sono zone in Italia in cui i pannolini vanno differenziati dall’altra spazzatura, motivo per cui le famiglie hanno sacchetti appositi. In altre zone invece vanno conferiti come qualsiasi spazzatura residua indifferenziata, in un bidone famigliare o nel cassonetto disponibile all’esterno dell’abitazione.

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

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