mercoledì, 7 dicembre 2016
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Ricerca senza animali, la vera alternativa alla lotta ai tumori

La ricerca senza animali è una strada sempre più percorribile non solo per quanto riguarda la ricerca biomedica di base, non finalizzata cioè alla produzione e messa in commercio di farmaci, sostanze chimiche e cosmetici. Ma anche nello sviluppo di nuovi metodi per la cura di gravi patologie, come la lotta ai tumori. Lo sviluppo di terapie all’avanguardia consente, passo dopo passo, di modificare i sistemi di ricerca adottati fino ad oggi con metodologie sostitutive che consentono di fare a meno delle cavie animali e ottenere ugualmente risultati soddisfacenti nell’ottica del progresso scientifico. Un numero sempre crescente di associazioni, sta promuovendo la ricerca senza animali come strumento vincente per mettere a punto farmaci in grado di curare patologie sempre più diversificate. Si tratta di associazioni che, anzichè finanziare la vivisezione, vanno a destinare i loro fondi in progetti di ricerca clinica o lavorano allo sviluppo di nuove sofisticate tecnologie per la ricerca senza animali. Tra queste vi sono anche associazioni per la lotta ai tumori, che finanziano studi in vitro, studi clinici o epidemiologici e lo sviluppo di tecnologie per la diagnosi precoce, per una nuova forma di progresso medico attraverso una ricerca senza animali.

Sul tema c’è chi, come Thomas Hartung, professore alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora con un passato alla guida del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (ECVAM), ritiene che:

Le aziende farmaceutiche che sostengono in proprio i costi della ricerca, hanno oggi tutto l’interesse economico a sviluppare una sperimentazione senza animali, troppo costosa e con tempi estremamente lunghi se raffrontati alle esigenze del mercato.

Ricordando inoltre che negli anni tra il 2005 e il 2008, la sperimentazione animale in Europa ha fatto registrare un calo del 25% in virtù di metodi alternativi e più convenienti, oltre che dai risultati più efficaci, legati a una ricerca senza animali.

Le alternative alla ricerca farmaceutica con l’uso di animali

test sugli animali nella ricercaI progetti sono tanti: dallo sviluppo di colture cellulari funzionalizzate, in sostituzione degli animali utilizzati in ricerca ai modelli basati sui cardiomiceti, utilizzati per lo studio dei possibili effetti cardiotossici di farmaci sperimentali, fino al progetto organ-on-a-chip, un tentativo di riprodurre e mettere tra loro in correlazione i vari organi, sviluppando ad esempio polmoni e intestino artificiali con adeguati stratagemmi tecnologici. Progetti di ricerca senza animali, ai quali vengono affiancati specifici modelli di previsione computerizzata, un supporto concreto nell’interpretazione e nel confronto dei dati raccolti. Gli esempi di ricerca senza animali dunque sono molteplici e riguardano gli studi sull’ingegneria dei tessuti ma anche sul cervello o l’analisi dei modelli matematici dell’invecchiamento attraverso modelli computerizzati. Per quanto riguarda la lotta ai tumori, importanti progressi sono stati fatti nella ricerca sul cancro al colon, utilizzando modelli di tessuto umano, al posto di cellule animali (molto diverse dalle cellule tumorali umane) per studiare le metastasi al fegato. Si utilizzano cioè cellule derivanti da un vero tumore umano diffuso nel fegato per studiarne i meccanismi di diffusione e lavorare allo sviluppo di una terapia sempre più efficace.

La Lotta ai Tumori

ricerca farmaceutica senza animali tumoriOggi i costi per testare il cancro sugli animali sono esorbitanti, nell’ordine di un milione di euro, a fronte di tempi di attesa molto elevati, circa quattro anni per un ciclo di studio degli effetti, sui topi, dei tumori. In un mercato sempre più dinamico e in continua evoluzione , è necessario sviluppare metodologie di ricerca senza animali reattive, con la possibilità di effettuare test più completi, combinando tra loro l’enorme quantità di sostanze da testare con maggior rapidità. Il tutto a costi molto più bassi, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che consentano di mettere a punto modelli virtuali alternativi ai test sulla cavie da laboratorio.

Direttiva Europea 63/2010

Parallelamente vi è la politica con le legislazioni nazionali. La nuova Direttiva Europea 63/2010, da poco recepita anche in Italia, dovrebbe spingere ulteriormente verso i metodi alternativi e la ricerca senza animali, una strada percorribile e ad alto livello scientifico. Per un percorso davvero alternativo e teso verso il futuro, che metta in campo la multidisciplinarietà, unendo cioè competenze di chimica, biologia a conoscenze approfondite di bio-ingegneria e computer modelling.

Autore
Niki Rocco
Senior Web Developer e Seo Specialist di professione. Laureato in Informatica presso l'università Cà Foscari di Venezia, ha una passione sfrenata per il web.

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