Trento, quaresima 2000

Dopo l'assemblea dell'Associazione Famiglie Insieme siamo stati invitati a curare una rubrica di idee di pastorale familiare.

Vorremmo partire ricordando che il Concilio che ha superato la secolare impostazione gerarchica per sottolineare l'importanza del battesimo. I cristiani non "ordinati", i semplici cristiani laici, non sono senza vocazione alla santità, senza capacità di arricchire la chiesa, perché questa viene finalmente vista come un corpo unico dove le molte membra sono strettamente interconnesse ed in comunione. 

Se per secoli la pastorale aveva lavorato PER il popolo di Dio, per le famiglie come noi, con il Concilio si intuì che si doveva lavorare CON il popolo, con le famiglie. Anche la pastorale (che vuol dire preparazione del pasto, dell'alimento) doveva cambiare di conseguenza. Senz'altro rimaneva l'importanza della guida spirituale dei sacerdoti (che vuol dire "coloro che danno le cose sacre") che hanno una preparazione precisa, hanno dei talenti da far fruttare, ma si iniziava a vedere i battezzati non solo some oggetto di cure ma anche come possibili operatori di pastorale. Concretamente solo nell'estate del 1994 si svolse la prima settimana nazionale di formazione per preti e coppie impegnate nella pastorale familiare. Fino ad allora i preti si erano formati a parte. E forse avevano riprodotto una certa scissione nelle loro diocesi.

Concretamente solo nel 1998 prese avvio a Roma il primo Master , cioè biennio di formazione postlaurea per preti e laici impegnati nella pastorale familiare. Intanto la scolarità era migliorata e sempre più laici collaboravano con i sacerdoti: tipico caso nella catechesi dei fanciulli ma anche in quella ai fidanzati. E molti cristiani scoprivano la possibilità di formarsi facendo, cioè di dare inizialmente una mano poniamo per l'accoglienza ai fidanzati e poi passare a compiti più impegnativi. Concretamente a Trento il Centro pastorale famiglia è stato istituito oltre 20 anni fa ed ha avuto finora un sacerdote a tempo pieno, mentre molte altre diocesi - in media più piccole - non hanno avuto questa fortuna. Se a ciò si unisce il buon carattere dei sacerdoti possiamo immaginare meglio perché a Trento ci venga facile collaborare nel far pastorale familiare e sentirci fortunati.

Fine primo round.

Luisa e Renzo