La vita familiare e'
una Eucaristia



Nel capitolo precedente abbiamo riflettuto sul legame tra l’Eucaristia e il sacramento del matrimonio; qui prenderemo in considerazione il legame tra l’Eucaristia e la vita quotidiana della famiglia. L’Eucaristia è il centro della vita della Chiesa e della sua missione, quindi è anche al centro della vita della famiglia, "chiesa domestica". Non per nulla c’è una delle costituzioni del nostro Sinodo che afferma esplicitamente (3,121): "Per incrementare il senso liturgico della vita familiare, il Sinodo ha raccomandato che i componenti della famiglia partecipino tutti insieme alla celebrazione domenicale della Eucaristia, preferibilmente nella propria parrocchia".

A questo riguardo, ripropongo ora in sintesi alcune riflessioni che Monsignor Gottardi ha offerto a un gruppo di sposi genitori in occasione di una Visita pastorale (cfr. "Ripartire dalla famiglia", pag. 37ss.). Si parte da una affermazione forte: "la vita di casa diventa una Messa... La famiglia, quale "chiesa domestica" è invitata a vivere la propria esperienza umana come Messa. La Messa in questo caso non rimane più un rito", ma diventa vita quotidiana di ascolto, dialogo, offerta, accoglienza, servizio vicendevole che poi ricevono significato nel momento dell’Eucaristia domenicale.

Nel testo di Gottardi c’è un pensiero per ognuno dei momenti significativi della Messa con il relativo aggancio all’esperienza familiare. Li percorriamo brevemente:

* Il segno della croce dà inizio alla Messa nel nome della Trinità, la famiglia di Dio. Il segno di croce all’inizio della giornata di una famiglia ricorda a tutti i suoi membri che la fonte dell’amore degli sposi e delle relazioni familiari è la Trinità; è a sua immagine che siamo stati creati come creature capaci di entrare in relazione di amore.

* L’atto penitenziale, compiuto "prima di portare l’offerta all’altare" (Mt 5,23), richiama e riassume tutte le piccole e grandi riconciliazioni quotidiane della vita familiare. "Non tramonti il sole sopra la vostra ira", suggerisce Paolo (Ef 4,26): in famiglia non si dovrebbe mai concludere la giornata senza aver ritrovato l’armonia che durante il giorno magari è stata compromessa da qualche contrasto. Oltre a tutto credo che questo sia un buon consiglio anche per un sonno tranquillo.

* La "colletta" - la preghiera che il sacerdote pronuncia dopo l’atto penitenziale - è la sintesi delle preghiere che nascono dalla comunità. Anche la famiglia dovrebbe avere un suo momento di colletta, cioè secondo il significato del termine, di "raccolta" delle necessità, dei desideri, delle richieste dei membri della famiglia per se stessi, per la comunità familiare e per tutti i fratelli. È questo il senso della preghiera familiare, che ha per contenuto la vita della famiglia e le attese che nascono dalle sue relazioni con l’esterno. Forse oggi il ricupero dell’esigenza e della pratica della preghiera familiare è il segno più chiaro della ripresa di valori e di vitalità di tante nostre famiglie. La crescente diffusione del "calendario" per la preghiera in famiglia nei tempi forti di Avvento, Quaresima e Pasqua ne è un segnale convincente.

* La proclamazione della Parola di Dio è uno dei momenti più importanti della Messa. A questo riguardo dobbiamo ammettere che la famiglia è ancora lontana dal confronto abituale con la Parola, ma anche a questo riguardo non mancano i fili d’erba che preannunciano la primavera!

* All’Offertorio della Messa corrisponde un offertorio della famiglia che ponendo sulla mensa il pane e il vino con il cibo quotidiano condivide il frutto del lavoro e dell’impegno di tutti per un momento particolarmente denso di comunione fraterna.

* Come nella Consacrazione della Messa i doni vengono trasformati nel segno più forte della presenza di Dio nella comunità, così il dono della carità, comunicato agli sposi nel sacramento del Matrimonio ma continuamente vivificato dall’amore rinnovato ogni giorno dagli sposi, trasforma i piccoli gesti della vita e della testimonianza quotidiana nel segno più convincente della presenza di Dio tra gli uomini.

* La Comunione all’Eucaristia richiama spontaneamente la famiglia nel gesto quotidiano della condivisione del pane, momento significativo e centro ideale della comunità familiare.

* Infine il Congedo. L’Eucaristia non finisce con l’"Andate in pace", ma quello è il momento che invia i credenti a tradurre nella vita la carità accolta come dono Eucaristico; a maggior ragione questo "mandato" suona per la famiglia come un invio a fare della vita quotidiana una Messa vissuta nel dono, nell’accoglienza e nella condivisione fraterna tra tutti i membri della famiglia e nei confronti dei fratelli e sorelle della comunità. è un invito ad allargare gli orizzonti della famiglia, quasi a esportare il bene prezioso dell’amore perché nasca e cresca la civiltà dell’amore.

 

 

 

 

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