mercoledì, 15 agosto 2018
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I biglietti da visita: la comunicazione professionale fra tradizione e innovazione

Il biglietto da visita è entrato per la prima volta negli usi e costumi della società europea nel Settecento, quando i nobili lo utilizzavano per introdursi alle famiglie, anch’esse aristocratiche, che li avrebbero ospitati nel corso delle loro trasferte. Al tempo si trattava di singole copie manoscritte, ma come noto questo strumento di presentazione si è evoluto nel tempo sino a diventare un tratto distintivo dei professionisti e un investimento da includere nelle strategie di marketing. Ma i biglietti da visita sono ancora rilevanti nell’era digitale o sopravvivono solo nei ricordi delle abitudini del secolo scorso e nelle iniziative degli appassionati di grafica?

A dispetto di quanti ormai da anni ne annunciano regolarmente la fine, i biglietti da visita sono ancora molto amati e utilizzati in tanti ambiti professionali. Sono 27 milioni i biglietti stampati quotidianamente e, sebbene circa l’88% venga buttato via entro una settimana, la consegna di 2,000 unità porta a un aumento delle vendite pari a circa il 2.5%. La sensazione visiva e tattile fornita dalla carta, la possibilità di una consegna immediata agli interlocutori e la facilità di imprimersi nella loro memoria sono alcuni dei motivi per cui le business card sono ancora tanto in voga. Non dimentichiamo, inoltre, che nella maggior parte dei contesti professionali il biglietto da visita è percepito come simbolo di serietà e affidabilità. Grafici, medici, consulenti di lavoro: figure che hanno poco in comune tra loro, ma che possono lasciare un’ottima impressione grazie a un biglietto da visita ben fatto.

Sono tanti i professionisti alla ricerca del biglietto da visita perfetto e le tipografie impegnate in questo campo non devono affrontare una mancanza di domanda. Il settore include sia i negozi fisici sia le aziende che forniscono servizi online, come Online Printers, che permettono di personalizzare le proprie business card scegliendo tra diversi formati, dimensioni e materiali. Nell’ambito dei biglietti da visita non mancano ovviamente le opzioni di lusso per chi vuole muoversi in un modo totalmente esclusivo e consegnare biglietti con scritte in oro e diamanti incastonati: una scelta non alla portata di tutti, ma che dimostra come in certi ambienti vi sia ancora molto riguardo per questa modalità comunicativa, al netto di un palese narcisismo.

Ma qual è il futuro dei biglietti da visita alla luce dello sviluppo tecnologico? Se la digitalizzazione non ha mandato in pensione le care vecchie business card, non c’è dubbio che l’integrazione tra stampa e nuove tecnologie contribuirà alla creazione di oggetti mai visti prima. Se già possiamo aggiungere i codici QR, biglietti da visita in grado di generare ologrammi e coinvolgerci in un’esperienza 3D, che siano in grado di inviare notifiche push o che includano la tecnologia GPS non sono più fantasie visionarie, ma potrebbero diventare presto elementi della nostra realtà quotidiana. E se tanta è la strada percorsa dai tempi in cui Goldoni nel Cavalier giocondo lodava la comodità del biglietto da visita, vale certo la pena di essere curiosi verso le sue imminenti trasformazioni e le conseguenze positive per imprese e clienti.

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

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