I documenti di
COMUNE DI TRENTO: L'ISTITUZIONE DELLA CONSULTA DELLE FAMIGLIE

Riportiamo di seguito l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Trento in data 13 gennaio 2000 ed avente come oggetto:

"POLITICHE FAMILIARI
ISTITUZIONE CONSULTA COMUNALE PER LA FAMIGLIA"

 
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CONSIGLIO COMUNALE DI TRENTO


ORDINE DEL GIORNO DI DATA 10.11.1999 DEL CONSIGLIERE MARCHESI ED ALTRI AVENTE AD OGGETTO:
"POLITICHE FAMILIARI - ISTITUZIONE CONSULTA COMUNALE PER LA FAMIGLIA"
[RELATORE L'ASSESSORE DE TORRE LETIZIA (MARIA)].

 

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: Politiche familiari - istituzione Consulta comunale per la famiglia.

E' purtroppo evidente quanto poco nella nostra società, ed in particolare da parte dei vari livelli istituzionali, si considerino e rispettino le esigenze delle famiglie. Mentre da un lato, infatti, viene riscoperta l'indispensabile funzione sociale che le famiglie svolgono, si rileva ancora, malgrado qualche recente misura che può rappresentare un segnale incoraggiante (provvedimenti legge Turco per infanzia ed adolescenza, interventi a favore di maternità e paternità, misure della prossima legge finanziaria…), l'assenza di un organico disegno di politiche familiari.

Il ruolo che le famiglie, con figli o con persone in difficoltà al loro interno, devono sostenere è sempre più impegnativo e faticoso di fronte alla complessità delle sollecitazioni che vengono da parte dell'ambiente sociale, ai ritmi spesso frenetici della quotidianità, ai carichi di lavoro che devono sostenere.

E' poi da rilevare come ormai da diversi anni si assiste a una decisa contrazione del numero delle famiglie, accompagnata da una denatalità che nel nostro paese ha raggiunto livelli allarmanti. Le esperienze di costituire una nuova famiglia e di mettere al mondo dei figli vengono in molti casi escluse o quantomeno considerevolmente dilazionate. Accanto a scelte personali di varia natura, si individuano due ordini di problemi che incidono in maniera determinate su questo fenomeno. Da un lato si tratta di concrete difficoltà pratiche o economiche che i giovani incontrano nel rendersi autonomi e costituire una propria famiglia nel momento in cui la ricerca del lavoro e della casa risultano particolarmente difficili. D'altra parte concorre poi significativamente alla dilatazione dei processi di passaggio dell'età adulta, e di conseguenza all'allargarsi del fenomeno (caratteristico del nostro paese) della cosiddetta "famiglia ed adolescenza lunga", l'orientamento che da alcuni anni le ricerche sociologiche hanno individuato nel mondo giovanile, di propensione per la "reversibilità delle scelte". Si rileva, infatti, tra i giovani la tendenza a considerare un comportamento desiderabile o accettabile quando appare revocabile o consente di ritornare con facilità alle condizioni di partenza; è evidente che il matrimonio e in particolare la procreazione si pongano invece in questa prospettiva come eventi irreversibili.

In questo quadro è evidente che diventa molto difficile garantire effettivo sostegno alle famiglie, metterle nelle condizioni di esprimersi compiutamente come risorsa vitale per ogni persona e soggetto capace di generale benessere per ogni suo membro, se non si sceglie, uscendo dalle troppe generiche affermazioni di principio, di pensare ad una politica per le famiglie che preveda misure, iniziative e servizi a favore delle stesse.

Appare in tale senso necessario ragionare per passare, in tempi brevi, da interventi per le famiglie a carattere assistenziale e di cura a una più allargata politica di prevenzione e promozione che preveda una reale applicazione del principio di sussidiarietà.

L'analisi dei dati disponibili per lo studio della popolazione elaborati all'Ufficio Statistica del Comune di Trento porta ad alcune considerazioni:

  1. Rimane stabile nel periodo 1990-98 la popolazione della fascia 0-14 anni (attestata sul 12% del totale dei residenti), mentre si registra un decremento della classe 15-29 (dal 23.375 nel 1990 al 18.025 del 1998), quella cioè degli attuali e prossimi potenziali genitori; cresce invece sensibilmente la percentuale delle persone con più di 45 anni.
  2. La distribuzione della popolazione per numero di famiglie e fasce di età mette in evidenza che la popolazione dei sobborghi, oltre ad aumentare in valore assoluto rispetto a quella della parte urbana del Comune, risulta più giovane e con nuclei familiari più numerosi.
  3. Aumentano inoltre gli stranieri residenti (dallo 0.295 del 1987 all' 1.925 del 1998) e in particolare i bambini (tra 0 e 4 anni sono attualmente il 5% della popolazione di quella fascia).
  4. E' andato crescendo in modo marcato il numero delle domande di separazione e dei divorzi. Nel 1997 si sono registrati in provincia 298 divorzi e 469 separazioni con un dato complessivo che assomma ad un terzo dei matrimoni, civili e religiosi, celebrati nell'anno.
  5. Considerato dato statistico "famiglia" anche la persona che vive da sola, risulta che il 51.9% delle famiglie non ha figli contro un modesto 3.3% che ha tre figli.

Di fronte a questa mutata e mutevole realtà crediamo che anche la nostra Amministrazione comunale, impegnata a pensare e realizzare un efficace modello di welfare municipale, debba essere coinvolta attivamente in questa prospettiva di sviluppo di politiche familiari, cercando di tradurre nell'operatività quell'attenzione al benessere della famiglia che già compare con giusta enfasi nelle dichiarazioni di programma e che già ha peraltro improntato alcune scelte della Giunta (politiche equitative per le tariffe, sviluppo dei servizi all'infanzia, attività formative per nuove famiglie e per genitori, casa…).

L'impressione è che un disegno di politiche familiari (e si pensa in questo momento come priorità alla famiglia con figli) debba necessariamente passare da una migliore conoscenza, qualitativa e quantitativa, della situazione delle famiglie nella realtà del Comune di Trento e dal coinvolgimento non solo formale, dell'attivo e propositivo associazionismo familiare cittadino.

C'è la necessità di acquisire, infatti, informazioni e dati sulle famiglie a Trento, cercando di cogliere l'evoluzione e l'articolazione di una realtà che è andata per varie ragioni notevolmente differenziandosi (separazioni, nuclei monoparentali, convivenze, famiglie immigrate di diversa provenienza…).

Non va poi trascurato il crescente desiderio manifestato da parte delle famiglie di essere considerate e coinvolte come parte attiva all'interno della comunità. Numerosi sono i gruppi e le associazioni che si occupano di famiglie (se ne possono contare alcune decine) attivi con varie modalità a Trento; già in più occasioni hanno collaborato con il Comune e rappresentano una presenza forte che l'Amministrazione non può trascurare. Riconoscere e valorizzare il ruolo di questo vivace e pluralistico movimento di associazioni, sia cattoliche che laiche, significa anche esprimere l'attenzione della politica municipale ad una promozione di benessere delle persone che solo l'intensità e la qualità delle relazioni nelle famiglie possono permettere e sostenere.

Tutto ciò premesso

Il Consiglio Comunale

Ai sensi dell'art.28, comma 2, dello Statuto che attribuisce al dispositivo del presente ordine del giorno valore di direttiva

Impegna

Il Sindaco e la Giunta comunale

A considerare con adeguato rilievo le famiglie, non solo come destinatarie, ma come soggetti attivi e propositivi, nella definizione delle linee di politica sociale per la città;

a istituire la Consulta delle famiglie che, in conformità con quanto previsto dallo Statuto (art.15), può rappresentare l'organo nel quale tutte le realtà che a vario titolo si occupano di famiglie si confrontano, trovano un luogo di largo coordinamento, sostengono con opportune proposte l'Amministrazione comunale relativamente ad orientamenti e scelte in materia di politiche familiari;

ad attivare, eventualmente all'interno di un più articolato Osservatorio sociale, uno specifico gruppo di lavoro con compiti di Osservatorio della famiglia, magari sfruttando una collaborazione con l'Università di Trento; ciò al fine di essere in grado di cogliere e di interpretare nel tempo condizione, cambiamenti, bisogni delle famiglie e di indirizzare conseguentemente con tempestività e in modo congruente ed efficace gli interventi dell'Amministrazione;

a riprendere e a dare continuità e sistematicità a quelle iniziative già sperimentate di formazione per genitori e di preparazione per le nuove famiglie in collaborazione con le strutture e i servizi sociali e sanitari esistenti sul territorio; al tempo stesso va valutato se non sia possibile un più attivo impegno locale per attivare quei servizi che comunità locale e famiglie richiedono, ma che ancora non sono presenti o sufficienti, al fine di trasformare la " famiglia - problema" in "famiglia - risorsa", in particolare ci si riferisce a:

percorsi di formazione per le coppie;

centri di ascolto per coppie in difficoltà;

servizi per la mediazione familiare;

iniziative per il sostegno e la valorizzazione della genitorialità;

centri di riferimento per le famiglie con presenza di particolari problemi (handicap, dipendenze, malattie mentali…) e per il sostegno alle relazioni genitori - figli.

 

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