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L'agrifoglio magico
di Luisa Casiraghi


C'era una volta, in un paese dell'Europa del nord, un bambino di nome Eric, che amava divertirsi prendendo in giro i suoi coetanei e terrorizzandoli con la sua slitta. Si stava avvicinando ormai la vigilia di Natale ed Eric decise di andare a fare un giro con la sua slitta trainata da due bellissime renne. Eric amava scorrazzare per i boschi con la sua bellissima slitta, e chiunque lo vedesse in lontananza, si scostava dalla strada per non essere travolto. La mamma lo rimproverava sempre, ma lui non l'ascoltava. Quel giorno corse tanto che si ritrovò in una parte del bosco che non aveva mai esplorato. Spinto dalla sua proverbiale curiosità, Eric decise di continuare la corsa. Il vento gelido di quella mattina invernale gli pizzicava la faccia, ma lui sembrava non accorgersene. Corse per almeno due ore ed, alla fine, le renne sfinite iniziarono a rallentare il passo fino a fermarsi del tutto. "Correte, correte! Insomma volete muovervi?" disse Eric con tono autoritario ma le renne erano sfinite. Decise di proseguire a piedi, lasciando le due renne incustodite, spinto dal solo pensiero di esplorare i dintorni. La neve ricopriva sofficemente tutto il paesaggio, non c'erano orme sul manto candido. Eric rincorreva tutti i piccolo animali del bosco. Mentre cacciava un animaletto scivolò giù da una piccola scarpata, rotolando sulla neve come una pallina. Camminò per molto tempo, quando si accorse di aver fatto tardi. Pensò alla famiglia che lo stava aspettando per la cena e a quel pensiero si sentì rabbrividire, non sapeva più che fare ed iniziò a piagnucolare e a chiamare la sua mamma ma, pensò a come lo avrebbero deriso i suoi compagni vedendolo così. Si fece coraggio e ripensò alle sue renne sempre così pazienti con lui e si ripromise che, una volta ritrovate non le avrebbe più maltrattate. Era molto impaurito quando davanti a lui si aprì una distesa senza fine. La neve candida era ricoperta da tante piantine di agrifoglio che sembravano salutare festose il suo arrivo. Le bacche rosse erano mosse dal vento e si animavano sotto lo sguardo estasiato del piccolo Eric. Eric ricordò tutte quelle storie sugli agrifogli che suo nonno era solito raccontare davanti al fuoco durante le lunghe giornate invernali. Ansioso di portare una piantina alla sua mamma, Eric iniziò a cercare fra tutte per cogliere la più bella ma erano tutte così belle. Ad un tratto il suo sguardo venne attirato da un luccichio, si avvicinò e con grande meraviglia scorse una pianta piccina piccina ma di una perfezione mai vista: le sue bacche non erano rosse come tutte le altre ma erano d'oro. La raccolse e disse: "questa è la più bella, la mamma sarà così colpita dalla bellezza di questa pianta che si dimenticherà perfino di sgridarmi!". Non appena pronunciò queste parole, le bacche della piantina divennero nere. Eric si stupì di quel cambiamento e pensò che il colore era cambiato perché l'aveva raccolta. Eric decise di tenerla con sé anche se adesso non era più bella come prima. Ne raccolse ancora una poi decise di cercare la strada del ritorno. Mentre camminava pensò: "la mamma avrebbe tutte le ragioni per sgridarmi, in inverno qui è buio e pericoloso. Non mi importa se mi punirà l'importante è poter riabbracciare tutti i miei cari". Come d'incanto l'agrifoglio mutò il colore delle sue bacche da nero in oro. Eric si rese conto di aver trovato un agrifoglio magico e si sentì felice: "Sarai il mio fedele compagno, caro agrifoglio e mi indicherai la strada del ritorno". Per la prima volta in vita sua, Eric non si sentiva superiore e capì che aveva ancora molto da imparare, decise che avrebbe seguito i consigli dei genitori e sentiva che con l'aiuto di quel magico agrifoglio avrebbe scoperto e compreso il mondo intorno a sé, il rispetto e l'amore per tutto ciò che vive. Le bacche iniziarono ad emettere una luce stupenda, il bagliore circondò il bambino e fu come se fosse arrivata la luce estiva. Eric vedeva con nuovi occhi tutto ciò che lo circondava, guardò piano intorno e sé stringendo l'agrifoglio al cuore e, ad un tratto, vide le sue renne. Si sentì felice come mai in vita sua. Raggiunse Api e Abi e le abbracciò; le due renne meravigliate di quel cambiamento leccarono il volto del nuovo Eric. Partirono subito ma questa volta furono le renne a decidere l'andatura, e quando Eric passò per il paese, la gente stupita notò che conduceva la slitta con guida attenta. Pensate che si fermò quando incrociò due nonni che, lenti, attraversavano la via. Nessuno però si accorse di quel luccichio nel retro della slitta. I genitori lo attendevano preoccupati e, quando Eric entrò in casa si tolse il cappellino e disse: "Scusatemi, ora ho capito, non accadrà più" e. felici e commossi si abbracciarono. In quell'istante la slitta si illuminò come un albero di Natale la sera della vigilia. Con grande fiducia Eric si immerse in quella luce e ne uscì, con in mano, un piccolissimo agrifoglio dalle bacche d'oro. Quel Natale fu speciale per Eric e la sua famiglia, e da allora ogni anno, a Natale, l'agrifoglio magico viene messo sopra il camino per ricordare il magico giorno in cui Eric aveva scoperto l'amore nel suo cuore ed il rispetto per le persone e le cose intorno a sé.

 

 

(testo tratto dall'opuscolo della Lega Italiana delle Associazioni per la Lotta contro la Fibrosi Cistica)