sabato, 26 maggio 2018
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Caffè: dolce o amaro? Le regole per una tazzina perfetta

Come tutti ben sanno una buona tazzina di caffè andrebbe gustata così com’è, ossia senza zucchero. Il gusto, intenso e decisamente amaro, non piace però a tutti, quindi è abbastanza comune l’abitudine di addolcire il caffè con una minima quantità di zucchero, in genere un cucchiaino, meno di 5 grammi. Negli ultimi anni il consumo di zucchero è stato dichiarato decisamente una pessima abitudine alimentare, soprattutto se poi al mattino al caffè già accompagniamo una colazione ricca di carboidrati. Per diminuire il consumo di zucchero raffinato un buon modo consiste nel cominciare dalle piccole cose, come i 5 grammi nella tazzina di caffè. Ma come sostituirli? La questione si fa complessa. Se da un lato i nutrizionisti sconsigliano anche buona parte degli edulcoranti di sintesi, la maggior parte degli altri dolcificanti modificano in modo importante il gusto del caffè.

Il caffè dolce

Chi non ama utilizzare lo zucchero raffinato tende spesso a sostituirlo con lo zucchero di canna, quello di colore beige che troviamo nelle bustine al bar. In realtà stiamo sostituendo del saccarosio puro, con dell’altro saccarosio, sempre puro, corretto con una minima quantità di melassa che non ne modifica in modo sostanziale la composizione. Quindi stiamo usando lo stesso zucchero ma sotto una forma leggermente diversa. Se proprio vogliamo uno zucchero meno raffinato dovremo utilizzare quello integrale, di colore bruno e dall’aspetto di sabbia bagnata. Stiamo però parlando di una polvere fortemente aromatica, che sa di liquirizia, di spezie e a volte quasi di cacao. Cosa che modificherà ampiamente il sapore del caffè: un peccato se abbiamo tra le mani una tazzina ad esempio preparata Pellini Caffè. Lo stesso avviene con il miele, per quanto di tale dolcificante in commercio se ne possano trovare di tantissime tipologie diverse. Per dolcificare il caffè tendiamo a prediligere un miele poco aromatico, come quello di acacia o di sulla. Il valore nutrizionale non sarà poi così diverso rispetto a quello del saccarosio: del resto il miele non è altro che una miscela di glucosio e saccarosio. Lo stesso dicasi per le calorie: per circa 5 grammi di zucchero raffinato parliamo di circa 18 calorie, che diventano 15 per il miele e circa 16 per lo zucchero di canna integrale.

Altri dolcificanti naturali

Negli ultimi anni la ricerca di dolcificanti naturali ha portato in auge sostanze che dapprima difficilmente entravano nelle nostre cucine. Tra questi, alcuni sono adatti come dolcificanti per il caffè, ma anche qui si tratta di andare a modificare in modo preciso il sapore della bevanda, non solo per quanto riguarda la sua dolcezza. Molto usato è ad esempio il malto, o anche gli sciroppi a base di mais o altri cereali, sempre integrali intendiamoci. Anche qui si tratta di gusti personali, le calorie però sono meno dello zucchero, meno della metà, così come lo è il potere dolcificante a causa di una maggiore presenza di acqua. Di gran moda è invece lo sciroppo di Agave, che in effetti non è altro che fruttosio con minime quantità di sali minerali: il gusto è tenue e ben si adatta al caffè. Molto di moda è anche la stevia, che vi sconsigliamo nel caffè perché se scaldata il suo sapore prende il sopravvento su tutto.

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

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