La Famiglia Viva


selezione non attiva Indicazioni per le famiglie
            dei tossicodipendenti dalla non dipendenza alla dipendenza lo stabilizzarsi dell'uso l'iniziazione L'adolescente La famiglia e la societa' Prefazione


07 indicazioni per le Famiglie dei tossicodipendenti
     
   
   

(PRIMA, DURANTE E DOPO IL PROGRAMMA TERAPEUTICO)

Prima dell'ingresso in Comunità:

  • La famiglia vive sensi di colpa e di fallimento per la situazione del figlio. Il rischio è che la famiglia "protegga" eccessivamente il figlio privandolo della sua autonomia e responsabilità nella esperienza di tossicodipendenza. Questa responsabilità dovrà essere recuperata nella vita di Comunità.
  • La famiglia deve "uscire" allo scoperto con il suo problema, in quanto il nascondersi non porta a risultati positivi né per la famiglia né per il tossicodipendente.
  • La famiglia ha bisogno di aiuto per capire come "rivedere" alcuni problemi in modo da diventare più "funzionante" per sé e per il figlio tossicodipendente.
  • La famiglia corre il rischio di prestare attenzione solo al figlio "problematico" cosicché gli altri figli si sentono esclusi e cercano di imitare il fratello o la sorella tossicodipendente o cercano altre esperienze trasgressive per "farsi notare" dai genitori.
  • La famiglia deve capire l'importanza di appoggiarsi ai servizi che le possono dare aiuto (SERT, associazioni di volontariato, gruppi di auto aiuto, comunità terapeutiche)

Durante la fase del programma di Comunità:

ansie

  • La famiglia fin dai primi giorni di Comunità del figlio ricerca notizie relativamente all'andamento del programma. Questo è il comportamento per rispondere al senso di abbandono che la famiglia stessa e il giovane sentono dopo l'allontanamento.
  • La famiglia ricercando il contatto con il figlio in comunità rischia di caricarlo di sofferenze che si sommano con quelle dell'essere tossicodipendente. Anche l'invio di "pacchi dono" dà alla famiglia la sensazione di essere più presente vicini al figlio.

Deleghe

  • La famiglia che teme un eventuale fallimento del figlio nel programma di Comunità può trasferire alla Comunità questa responsabilità di "genitore", evitando così, se il programma dovesse fallire, di confrontarsi con i propri insuccessi.
  • La famiglia del giovane tossicodipendente accolto in Comunità può provare talvolta "gelosia" nei confronti delle attenzioni riservate al proprio figlio e sentire il desiderio di qualcuno che si occupi così anche di loro.
  • La famiglia sarebbe auspicabile riuscisse a trasformare il disagio proprio e del figlio in "motore" per muoversi verso un cambiamento ritrovando anche il desiderio e il piacere di occuparsi del proprio figlio.

Dopo il programma di Comunità:

Aspettative

  • La famiglia può credere che, al termine del programma di Comunità, troverà un figlio "guarito", così com'era prima che iniziasse a drogarsi. Questa "speranza - illusione" dipende dal fatto che spesso la tossicodipendenza viene confusa con una "malattia" che può essere superata senza lasciare traccia del suo passaggio.

Responsabilità

  • La famiglia del giovane tossicodipendente deve anche pensare che, per quanto dolorosa, esiste la possibilità che, terminato il programma in Comunità, il figlio decida di non rientrare a vivere in casa.
  • La famiglia deve garantire al figlio la possibilità di scegliere il suo reinserimento sociale. Questo è un atto di fiducia e di rispetto che rafforza la sua ritrovata autostima e autonomia.

   
   
             

                    ritorna alla pagina precedente


 home page     -   il sito della Comunita'
La Famiglia Viva   -  Droghe della Nuova Generazione
guestbook   -   email comunita' lautari   -   email mondofamiglia

 

    queste pagine di mondofamiglia
sono localizzate sul server
easyspace