La Famiglia Viva


selezione non attiva Indicazioni per le famiglie
            dei tossicodipendenti dalla non dipendenza alla dipendenza lo stabilizzarsi dell'uso l'iniziazione L'adolescente La famiglia e la societa' Prefazione


03 L'Adolescente  
       
   
   

L'adolescenza è il periodo che si colloca tra gli 11/12 e i 19/20 anni, tra la conclusione dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta. E' una fase della vita caratterizzata da alcune contraddizioni:
· il desiderio di autonomia e il bisogno di protezione
· la ricerca di ribellione e la necessità di conformismo
· il disprezzo per il passato da "bambino" e la presenza di comportamenti immaturi
· la molteplicità di interessi e l'apatia - passività.
Le difficoltà che l'adolescente deve affrontare sono di diversa natura:
· il distacco dai genitori e dagli educatori che lo invitano ad essere autonomo.
· La trasformazione del corpo cresciuto che spesso fatica a riconoscere.
· Il problema della sessualità.
Per l'adolescente ha un significato particolare il gruppo dei coetanei perché solo mediante il confronto con altre persone "in evoluzione" e con le stesse difficoltà, può iniziare il doloroso abbandono della identità infantile e la ricerca della propria identità.
L'adolescente nella società moderna industriale / urbana si trova di fronte ad un'ennesima contraddizione, data dall'eccezionale disponibilità di stimoli e di offerte alle quali non corrisponde uno spazio sufficiente per esprimersi come protagonista.
I valori "sbandierati" della generosità e del rispetto della persona e dell'ambiente trovano di contro lo spreco e il consumo in eccesso, la discriminazione razziale e sessuale, l'egoismo e la chiusura verso gli altri.
L'adolescente si ritrova ad affrontare una carenza di "punti di riferimento" alla quale reagisce con diversi atteggiamenti e comportamenti:
· il ritiro nel mondo dell'infanzia e il rifiuto della crescita.
· La fuga dalle difficoltà e l'ingresso in scappatoie "devianti" quali ad esempio la droga.
· L'avventura nella ricerca
di un "qualcosa" di sconosciuto, con la speranza della "salvezza".
· L'unione nel gruppo dei coetanei come "palestra" nella quale esercitare le proprie potenzialità e come preziosa fonte di aiuto per superare le incognite del processo di crescita.


    LA RELAZIONE ADOLESCENTE - ADULTO
   

Nonostante l'importanza del gruppo dei coetanei per l'adolescente è fondamentale il ruolo che gli adulti rivestono nella vita dei giovani "adulti". Essi rappresentano un modello al quale rapportarsi e dal quale diversificarsi.
Un'occasione di confronto "protetto" per imparare a canalizzare ed investire positivamente la turbolenza affettiva tipica di questa età.
…Ma come si pone l'adulto nei confronti dell'adolescente? Quali ricordi ed immagini conserva della sua esperienza adolescenziale?
L'adulto guida per l'adolescente in questa fase si ritrova inevitabilmente a confrontarsi anche con il suo passato di adolescente, correndo il rischio di essere poco attento ai bisogni e alle potenzialità attuali del giovane. Può risultare più facile considerare i giovani come "categoria", secondo delle conoscenze "prefabbricate" applicabili a tutti i giovani indistintamente solo perché rientrano nella fascia di età indicata come adolescenza.

Ecco le parole di Bianca, 17 anni…
Gli adulti, i loro sogni sono soffocanti, i loro sogni si susseguono, ma a fuoco lento, non si realizzano mai. Mi fa paura il loro modo di parlare perché troppo spesso è la testa che parla al posto del cuore e il cuore, quando esplode, non trova sempre il giusto mezzo. E noi adolescenti che veniamo dietro, noi ricalchiamo tutto quanto con la rabbia di non poter cambiare nulla su questo pianeta che sta andando a farsi benedire.
 Io vedo molti adulti che assomigliano a adolescenti stanchi, frustrati nell'energia vitale. Non bisogna generalizzare, ne conosco anche che non sono così, ma in generale mi piacerebbe che fossero più felici, che parlassero meno tra loro, e solo tra loro, del loro sistema educativo, dei loro pregiudizi, del loro lavoro, della loro cultura personale, di tutto, di niente, così tanto per farlo.
Mi piacerebbe molto che non fossero così duri nei loro ordini, nelle loro direttive, che ci aiutassero a costruire il futuro smettendo di dire "il futuro è in mano ai giovani" considerandosi fuori dal gioco, mi piacerebbe un maggior rispetto reciproco, più amore, perché questo è costruire l'avvenire, è dai nostri rapporti che bisogna cominciare. E' come il piccolo principe che addomestica la volpe. Ci vuole tempo per comunicare e gli adulti non hanno mai tempo. Gli adulti, e talvolta ne ho paura, mi richiamano agli aspetti materiali della vita. Io mi sottraggo al loro sguardo perché ho paura del loro giudizio. Sogno un dialogo semplice, senza rancore e senza cattiveria, fatto di humour e di tenerezza, ascoltandosi l'uno con l'altro senza pregiudizi. Io sogno troppo intensamente e sono adolescente fin tanto che ci credo. Resto bambina e vi amo e vi voglio bene, credo in voi. Credete in noi.

    L'ADULTO DI FRONTE AI PROPRI PROBLEMI
    Un adulto che si trova a vivere con un adolescente deve necessariamente riproporre a se stesso alcuni conflitti precedenti. Un figlio che cresce dà al genitore la misura del tempo che passa e diventa un "nuovo adulto" che propone, critica e giudica. Anche il nucleo familiare per adattarsi deve sopportare cambiamenti importanti.
Il genitore risponde ai cambiamenti del figlio con diversi comportamenti:
· con l'entusiasmo per i progressi e la maturazione del suo "bambino".
· Con il rimpianto per l'autorità perduta nei confronti del giovane che preferisce fare da sé.
Il genitore maturo fa in modo che l'adolescente abbia, senza ricatti, lo spazio necessario per "costruire" la propria identità, con la consapevolezza che eventuali suoi sbagli non distruggeranno l'amore dei suoi genitori.
    LA RELAZIONE DISTURBATA CON L'ADULTO
   

La relazione dell'adulto con l'adolescente è caratterizzata da alcuni problemi ricorrenti appartenenti a tre aree principali:
· area dell'inclusione (comprende i tentativi dell'adulto di tenere sotto controllo il giovane anche relativamente alle situazioni più personali, comprende i tentativi di trattare il giovane come un bambino e la mancanza di disponibilità ad accettare il bisogno di autonomia).
· Area dell'esclusione (comprende quelle situazioni in cui il giovane si sente messo da parte perché ignorato o perché non considerato in grado di prendere una posizione, segue l'emarginazione dalla vita familiare).
· Area dell'uso arbitrario dell'autorità (comprende quei comportamenti che mancano di rispetto al giovane come persona: imposizioni, rimproveri, percosse, umiliazioni).

Per quanto riguarda le modalità d'uso della forza esiste una scala con agli estremi una situazione "autocratica" da un lato e "indifferente" dall'altro:
· modalità autocratica: l'adolescente non partecipa in nessun modo alle decisioni che lo riguardano.
· Modalità autoritaria: l'adolescente può contribuire in alcune situazioni che lo riguardano anche se la decisione finale spetta solo all'adulto.
· Modalità democratica: l'adolescente è invitato dall'adulto a rendersi partecipe delle decisioni del nucleo familiare.
· Modalità egualitaria: non c'è differenza d'importanza tra l'opinione del figlio e quella dei genitori.
· Modalità permissiva: l'adolescente ha per le decisioni a lui riferite responsabilità maggiori rispetto ai genitori.
· Modalità laisser faire: l'adolescente è libero nelle decisioni che lo riguardano.
· Modalità indifferente: i genitori sono disinteressati rispetto al comportamento e alle prospettive future dell'adolescente.

    I BISOGNI DELL'ADOLESCENTE  
    Relativamente al bisogno dell'adolescente è possibile fare riferimento ad alcune questioni "chiave":
· il bisogno di chiarezza: il giovane chiede una relazione leale, pulita e senza ambiguità, all'interno della quale si possa sentire sicuro.
· Il bisogno di non sentirsi "assistito" come la sua età rappresentasse una "malattia".
· Il bisogno di coerenza da parte degli adulti che lo circondano.
· Il bisogno di fiducia, che equivale al bisogno di sostegno ed incoraggiamento nella sua crescita.
· Il bisogno di assunzione di responsabilità per misurarsi con i suoi limiti e le sue capacità.
· Il bisogno di contare su un'autorità solida ma flessibile capace di trovare un compromesso fra la pretesa e la richiesta.
    IL PERCORSO VERSO L'USO DELLA DROGA
   

Ecco le parole di Gianfranco, 16 anni…
Prendendo queste droghe ci si crea un mondo di progetti immaginari, una vita professionale immaginaria. Si ha l'impressione di essere più adulti. Si fanno progetti da adulti. Ma non si sa ancora di non esserlo veramente. E poi, via via, ci si rende conto che questo non vale, non serve, allora ci si deprime e se ne prende sempre di più perché il corpo si abitua. Si diventa dipendenti. Non si può fare più niente senza la droga. Non se ne viene più fuori, ci si annoia con la gente. Mentre con questi eccitanti si ha l'impressione di passare bellissime serate con gente superinteressante. Quando si smette, ci si accorge che tutto è nulla, che non si è fatto niente. Zero più zero ha sempre fatto zero.

L'adolescente trovandosi nelle difficoltà tipiche della sua età può cercare delle soluzioni ingannevoli al suo disagio. La droga può essere mezzo per ridurre l'ansia, per combattere la sfiducia e l'incertezza, per far fronte con più slancio alle richieste del suo ambiente di vita.
I fattori che possono facilitare l'avvicinamento del giovane alla droga possono essere personali, interpersonali e ambientali.

I "fattori predittivi", cioè che possono facilitare l'iniziazione all'uso della droga, lo stabilizzarsi dell'uso ed infine il passaggio dalla non dipendenza alla dipendenza da sostanze possono essere rappresentati come segue. (vedi i capitoli 4, 5, 6)

     

   
   
             

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