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a- cannabis b- anfetamine
e derivati c-
cocaina e crack d- allucinogeni (L.S.D.) e- inalanti f- appendice integrativa g- alcol h- eroina
CANNABIS
La cannabis, sostanza d'abuso più diffusa in Italia e
negli altri paesi europei, è una droga che viene prodotta
dalla pianta di canapa indiana. Il suo principio attivo più
importante è il tetraidrocannabinolo (THC). Può
presentarsi sotto forma di piccole foglioline secche o come tavolette
compatte e scure di odore aromatico che vengono sbriciolate e
fumate.
La cannabis di solito viene fumata come "spinelli"
o con le pipe. L'uso in piccole quantità provoca una sensazione
di benessere, di euforia, e di rilassamento mentre in quantità
elevata ( o come qualità più forte) può
dare sensazioni allucinatorie simili alle sostanze allucinogene
(LSD). Il suo uso può produrre però anche ansia,
crisi di panico e "paranoie"; l'uso continuativo può
causare compromissione dell'attenzione e della memoria a breve
termine, congiuntamente ad uno stato di mancanza di motivazione
alle attività e agli interessi della vita quotidiana.
L'uso della cannabis espone al rischio di iniziare l'assunzione
di altre droghe, contemporaneamente alla cannabis è associata
spesso l'assunzione di bevande alcoliche, di sostanze eccitanti
ed in alcuni casi l'iniziazione dell'eroina.
La cannabis può causare alterazioni delle funzioni cerebrali
quali rallentamento dei riflessi e alterata percezione delle
proprie capacità psicofisiche che sono causa di incidenti
stradali e sul lavoro.
La cannabis fino a poco tempo fa sembrava non dare dipendenza
fisica, ma alcune recenti ricerche hanno invece dimostrato la
possibilità della dipendenza fisica oltre che psicologica
dai suoi effetti, dipendenza che diviene necessaria per permettere
una normale modalità di relazione e socializzazione.

AMFETAMINE E DERIVATI
Le amfetamine presenti sul mercato farmaceutico sono poste in
commercio sotto forma di compresse, confetti e sciroppo, mentre
la produzione illecita viene fornita sotto forma di polvere di
colore variabile dal bianco al brunito.
L' ecstasy che è un'amfetamina artificiale (metilendiossimetamfetamina)
viene venduta al mercato illecito sotto forma di capsule e compresse
colorate differenziate fra loro da un "marchio" (griffa
d'autore - designers drugs) che ne indica il diverso effetto.
L'ecstasy viene spesso associata alle bevande alcoliche.
Le amfetamine sono state largamente impiegate come farmaci nella
terapia dimagrante per i disturbi dell'alimentazione (obesità)
e nella terapia dei ritmi giornalieri aumentati per quanto riguarda
la profondità e durata del sonno (narcolessia). L'ecstasy
ha conosciuto un discreto successo nei trattamenti psichiatrici
dove veniva impiegata come sostanza facilitante l'introspezione
della mente, questa pratica è però stata abbandonata
in relazione ai danni cerebrali conseguenti al suo impiego.
Le amfetamine e i derivati amfetaminici determinano una stimolazione
del cervello (sistema nervoso centrale) che si manifesta come
iperattività comportamentale, riduzione dell'appetito
e della sensazione di sete (è noto il fenomeno del collasso
da colpo di calore) e accelerazione cardiaca. Gli effetti psichici
e comportamentali conseguenti all'assunzione saltuaria (durante
i week-end) nei luoghi di aggregazione (da qui deriva il nome
"droga ricreazionale") si raggiungono nell'arco di
un'ora e si mantengono per tre o quattro ore. Sono rappresentati
da euforia, iperattività, aumento della resistenza fisica,
disinibizione e maggior socievolezza, a cui segue uno stato depressivo
con isolamento ed inappetenza. L'ecstasy, che determina anche
effetti allucinogeni assunta assieme all'alcol è molto
pericolosa perché provoca disturbi della coscienza che
sono causa di numerosi incidenti stradali ("stragi del sabato
sera").
L'ecstasy e gli altri derivati dell'amfetamina possono sviluppare
comportamenti aggressivi o criminali.
Le amfetamine e i suoi derivati determinano dipendenza
fisica e psicologica con un desiderio pressante di assumere la
sostanza allo scopo di controllare il malessere conseguente alla
mancata assunzione; la sintomatologia astinenziale si manifesta
sotto forma di: cefalea, palpitazioni, dolori muscolari, ansia,
tremori, irritabilità, affaticamento e depressione.
I derivati dell'amfetamina e l'ecstasy hanno un effetto ancora
più deleterio se sono assunte da persone che soffrono
di ipertensione, cardiopatie, asma, epilessia e in gravidanza;
l'esperienza clinica dimostra inoltre che in ogni caso l'uso
di queste sostanze può comportare lesioni cerebrali irreversibili.
L'ecstasy può determinare alcuni disturbi psichici e comportamentali
rappresentati da: crisi d'ansia, alterazione della personalità
con episodi psicotici acuti (allucinazioni, deliri, confusione
mentale).

COCAINA E CRACK
La cocaina, che è la più forte sostanza stimolante
del cervello, è estratta dalle foglie di una pianta del
Sudamerica chiamata Eritroxilon Coca. Si presenta come una polvere
biancastra che può essere sniffata, iniettata e fumata.
Il crack (cocaina base) si presenta sotto forma di cristalli
che possono essere fumati.
L'effetto psichico comportamentale della cocaina e del crack
è molto breve (4- 5 ore) per cui il ritmo di assunzione
deve essere molto frequente. Il crack è molto più
pericoloso della cocaina perché dà una dipendenza
molto potente con effetti psicoattivi acuti. Le complicazioni
più gravi e frequenti sono rappresentate da episodi psicotici
acuti (deliri, allucinazioni e confusione mentale).
La cocaina è stata usata in medicina come anestetico locale,
attualmente però il suo impiego è limitato a causa
della sua tossicità. La cocaina aumenta la pressione arteriosa
e la frequenza cardiaca (in casi estremi può dare aritmie
gravi, infarto cardiaco, ictus cerebrale e crisi epilettiche);
inoltre agisce sul cervello (Sistema Nervoso Centrale) determinando
alterazioni della concentrazione e della percezione. Il suo uso
cronico si manifesta con alcuni segni caratteristici: dimagrimento,
pallore, tremori, insonnia e iperattività comportamentale.
La cocaina aumenta le performance psicofisiche provocando sensazione
di profondo benessere ed euforia, aumento della vigilanza, sensazione
di fiducia e di sicurezza in se stessi, iperattività comportamentale
con facilitazione dei rapporti interpersonali. La cocaina dà
un'intensa dipendenza e disturbi psichici e comportamentali conseguenti
all'abbandono dell'uso, rappresentati da depressione, disforia
(umore altalenante), aggressività e perdita del controllo.

ALLUCINOGENI (L.S.D.)
La dietilamide dell'acido lisergico (L.S.D.) è il più
potente allucinogeno conosciuto che viene prodotto in laboratori
clandestini e venduto sotto forma di compresse, polvere e liquidi
(distribuito su francobolli, figurine, pezzetti di stoffa).
Negli anni trenta e quaranta l' L.S.D. venne usato sperimentalmente
nel trattamento dei disturbi psichiatrici, attualmente il suo
uso è stato abbandonato.
L' L.S.D. produce nausea, vertigini e tachicardia: i disturbi
psichici e comportamentali sono rappresentati da cambiamenti
della coscienza dell'umore e della personalità: alterazioni
dello stato di coscienza (sensazione di sdoppiamento del corpo),
disorientamento dello spazio e del tempo, distorsioni della percezione
visiva (oggetti deformati, colori alterati, suoni distorti) e
variazioni del comportamento con alternanza di depressione ed
euforia. Questi disturbi permangono fino a 12/14 ore, successivamente
la persona torna ad essere come prima dell'assunzione.
L' L.S.D. ha un effetto caratteristico che si ripresenta anche
a distanza di settimane o di mesi chiamato flashback che consiste
nel ritorno di depressione profonda, angoscia e paura di impazzire.
Gli allucinogeni provocano una forte dipendenza psichica quando
la persona ripete l'assunzione. Le assunzioni ravvicinate sviluppano
una sensazione di abitudine nella quale l'allucinogeno e i suoi
effetti diventano l'elemento centrale del comportamento con il
possibile sviluppo di episodi psicotici acuti (allucinazioni,
deliri e confusione mentale) e gravi disturbi del comportamento.

INALANTI
Gli inalanti (benzine, colle, vernici, diluenti, smacchiatori)
si sono diffusi negli ultimi anni negli ambienti ricreazionali.
Gli inalanti agiscono come stimolanti e i loro effetti psichici
e comportamentali sono costituiti da eccitazione, disinibizione,
senso di benessere, a dosaggi molto elevati determinano effetti
di tipo allucinogeno con alterazioni dello stato di coscienza
(sensazione di sdoppiamento del corpo), disorientamento dello
spazio e del tempo, distorsioni della percezione visiva (oggetti
deformati, colori alterati, suoni distorti) e variazioni del
comportamento con manifestazioni di aggressività.
Questi disturbi permangono fino a un'ora, successivamente sopraggiunge
la sonnolenza.
Possono presentarsi anche disturbi neurologici: vertigini, visione
doppia, difficoltà di articolazione del linguaggio, difficoltà
d'equilibrio e tremori.
L'uso cronico comporta alcune complicazioni fisiche: irritazione
agli occhi e alle vie respiratorie, cefalea e malattie polmonari:
esiste inoltre il rischio di insorgenza acuta di disturbi quali
infarto cardiaco e ictus cerebrale.

APPENDICE INTEGRATIVA:
La diffusione negli ultimi anni delle nuove droghe sopra
descritte, non si è sostituita ma si è sovrapposta
all'uso dell'alcol e dell'eroina creando un circolo vizioso che
si autoalimenta: l'alcol viene assunto per enfatizzare l'effetto
dei derivati delle amfetamine, l'eroina diventa invece sostanza
contenitiva dello "sballo" conseguente all'uso di eccitanti
quali amfetamine e cocaina.

ALCOL
L' alcol è la sostanza psicoattiva stimolante più
antica e più diffusa in Italia; è legalizzata in
quasi tutti i paesi del mondo.
Questa sostanza è contenuta nelle bevande alcoliche fermentate
rappresentate dal vino e dalla birra, in quelle distillate costituite
dai superalcolici ed infine da quelle liquorose come gli infusi.
Con il termine alcolismo si indicavano, fino agli inizi degli
anni '60, le conseguenze fisiche e psichiche derivanti dall'intossicazione
cronica da alcol etilico. Successivamente l'Organizzazione Mondiale
della Sanità (O.M.S.), privilegiando gli aspetti sociali
e culturali del problema, inquadrò l'alcolismo nell'ambito
delle tossicodipendenze distinguendo l'abuso dalla dipendenza.
L' abuso è caratterizzato da:
· Modalità patologiche d'uso (uso in situazioni
a rischio, uso seguito dalla guida di un autoveicolo, uso durante
l'impiego di macchinari meccanici, uso con conseguenti comportamenti
violenti, uso nonostante il divieto del medico, uso nonostante
i problemi relazionali in famiglia, al lavoro, a scuola, ecc.)
· Compromissione delle attività sociali e/o professionali
· Durata del disturbo da almeno un mese
La dipendenza è caratterizzata da:
· Tolleranza (aumento della dose per raggiungere l'effetto
desiderato o diminuzione dello stesso mantenendo costanti le
dosi)
· Astinenza (sudorazione, aumentata frequenza cardiaca,
tremore alle mani, nausea e vomito, insonnia, ansia, ecc.)
· Desiderio persistente (craving) e tentativi fallimentari
di riduzione o controllo dell'uso.
· Uso della sostanza nonostante la consapevolezza di avere
un problema di natura fisica o psicologica.
· Aumento del tempo impiegato nella frequentazione di
locali di vendita di bevande alcoliche.
L'alcol è assorbito rapidamente nello stomaco e nella
prima parte dell'intestino e la sua eliminazione avviene attraverso
il respiro, la sudorazione e l'urina. L'alcol viene metabolizzato
principalmente dal fegato, che risulta essere l'organo più
colpito nelle situazioni d'abuso (epatopatia, cirrosi epatica,
). L'aspetto più importante sotto il profilo della
dipendenza è costituito dalla formazione di "metaboliti"
(costituenti presenti nelle cellule cerebrali) anormali nel Sistema
Nervoso Centrale (S.N.C.). I disturbi psichici e comportamentali
dell'alcol sono rappresentati dall'intossicazione acuta e dall'intossicazione
cronica.
Nell'intossicazione acuta sono comprese le seguenti fasi progressive:
euforia (minore concentrazione, movimenti incerti, instabilità
emotiva), ebbrezza (rossore, aumentata frequenza del respiro,
loquacità e stordimento), ubriachezza (incoerenza, mancanza
di autocritica, incoordinazione motoria e insensibilità
al dolore), ubriachezza grave (visione doppia, rallentamento
dei riflessi, grave incordinazione motoria e confusione mentale),
coma (perdita duratura della coscienza e assenza dei riflessi
e della sensibilità) a cui può seguire la morte
(oltre i 5 grammi di alcol etilico per litro). L'intossicazione
cronica si presenta con disturbi psichici, relazionali e sociali
e malattie fisiche (gastriti, pancreatiti, epatopatie, alterazione
del sistema nervoso periferico, dolori muscolari, alterazioni
del sistema nervoso centrale e malattie della circolazione cerebrale).
Il disturbo comportamentale più caratteristico è
costituito dalla sindrome di astinenza che nella forma più
grave si presenta con allucinazioni e deliri (alterazione della
coscienza, ridotta percezione degli stimoli ambientali, disorientamento,
deficit della memoria, alterazione del linguaggio, ecc.)

EROINA
L'eroina è un preparato sintetico derivato dalla morfina
che è estratta dall'oppio. Si presenta come polvere fine
di colore bianco o bruno a seconda della purezza. L'eroina e
la morfina appartengono alla famiglia degli oppioidi così
come il metadone. La morfina è impiegata come analgesico
in numerosi disturbi somatici (dolore causato da occlusione acuta
dei vasi sanguigni, scompenso cardiaco acuto e dolore neoplastico).
Gli oppioidi, oltre a svolgere un'azione analgesica, inibiscono
le funzioni dei centri della respirazione, infatti il decesso
per overdose è determinato dall'insufficienza respiratoria.
Inoltre inibiscono l'ipotalamo e l'ipofisi (due importanti centri
cerebrali) provocando squilibri ormonali (amenorrea). L'eroina
può essere assunta attraverso il naso (sniffo), fumata
o iniettata in vena. L'assunzione endovenosa di eroina provoca
una sensazione di benessere, di ridotta percezione dell'ambiente
con contemporanea riduzione della frequenza cardiaca e della
pressione, rallentamento dell'attenzione, della concentrazione
e del comportamento. L'eroina modifica le percezioni sensoriali
provocando nell'assuntore il distacco dal mondo circostante con
disturbo della memoria, del ritmo sonno veglia e delle sensazioni
primarie.
La dipendenza si instaura rapidamente con qualsiasi via di assunzione.
Nella dipendenza da eroina l'uso cronico comporta un'alterazione
dei sistemi neurobiologici cerebrali con il risultato di una
progressiva riduzione di risposta alla droga e un necessario
continuo aumento della dose assunta (dipendenza fisica); la brusca
interruzione dell'uso prolungato provoca l'insorgere della crisi
di astinenza. La sindrome di astinenza si distingue in astinenza
precoce (sintomi soggettivi: ansia, irrequietezza, insonnia,
dolori muscolari, dolori addominali, nausea, brividi e vampate
di calore; sintomi oggettivi: vomito, diarrea, lacrimazione,
rinorrea, sbadigli, tachicardia, midriasi - pupilla dilatata
- ) e tardiva (malessere generale, disforia - umore altalenante
- e desiderio impellente della sostanza gratificante).
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