Droghe della Nuova Generazione


selezione non attiva lo stabilizzarsi dell'uso l'iniziazione L'adolescente La famiglia e la societa' Prefazione


03 Le sostanze psicoattive: gli effetti farmacologici e le conseguenze psicofisiche
   
   
   


a- cannabis
b- anfetamine e derivati
c-
cocaina e crack
d-
allucinogeni (L.S.D.)
e-
inalanti
f-
appendice integrativa
g-
alcol
h-
eroina


CANNABIS
La cannabis, sostanza d'abuso più diffusa in Italia e negli altri paesi europei, è una droga che viene prodotta dalla pianta di canapa indiana. Il suo principio attivo più importante è il tetraidrocannabinolo (THC). Può presentarsi sotto forma di piccole foglioline secche o come tavolette compatte e scure di odore aromatico che vengono sbriciolate e fumate.
La cannabis di solito viene fumata come "spinelli" o con le pipe. L'uso in piccole quantità provoca una sensazione di benessere, di euforia, e di rilassamento mentre in quantità elevata ( o come qualità più forte) può dare sensazioni allucinatorie simili alle sostanze allucinogene (LSD). Il suo uso può produrre però anche ansia, crisi di panico e "paranoie"; l'uso continuativo può causare compromissione dell'attenzione e della memoria a breve termine, congiuntamente ad uno stato di mancanza di motivazione alle attività e agli interessi della vita quotidiana.
L'uso della cannabis espone al rischio di iniziare l'assunzione di altre droghe, contemporaneamente alla cannabis è associata spesso l'assunzione di bevande alcoliche, di sostanze eccitanti ed in alcuni casi l'iniziazione dell'eroina.
La cannabis può causare alterazioni delle funzioni cerebrali quali rallentamento dei riflessi e alterata percezione delle proprie capacità psicofisiche che sono causa di incidenti stradali e sul lavoro.
La cannabis fino a poco tempo fa sembrava non dare dipendenza fisica, ma alcune recenti ricerche hanno invece dimostrato la possibilità della dipendenza fisica oltre che psicologica dai suoi effetti, dipendenza che diviene necessaria per permettere una normale modalità di relazione e socializzazione.




AMFETAMINE E DERIVATI
Le amfetamine presenti sul mercato farmaceutico sono poste in commercio sotto forma di compresse, confetti e sciroppo, mentre la produzione illecita viene fornita sotto forma di polvere di colore variabile dal bianco al brunito.
L' ecstasy che è un'amfetamina artificiale (metilendiossimetamfetamina) viene venduta al mercato illecito sotto forma di capsule e compresse colorate differenziate fra loro da un "marchio" (griffa d'autore - designers drugs) che ne indica il diverso effetto. L'ecstasy viene spesso associata alle bevande alcoliche.
Le amfetamine sono state largamente impiegate come farmaci nella terapia dimagrante per i disturbi dell'alimentazione (obesità) e nella terapia dei ritmi giornalieri aumentati per quanto riguarda la profondità e durata del sonno (narcolessia). L'ecstasy ha conosciuto un discreto successo nei trattamenti psichiatrici dove veniva impiegata come sostanza facilitante l'introspezione della mente, questa pratica è però stata abbandonata in relazione ai danni cerebrali conseguenti al suo impiego.
Le amfetamine e i derivati amfetaminici determinano una stimolazione del cervello (sistema nervoso centrale) che si manifesta come iperattività comportamentale, riduzione dell'appetito e della sensazione di sete (è noto il fenomeno del collasso da colpo di calore) e accelerazione cardiaca. Gli effetti psichici e comportamentali conseguenti all'assunzione saltuaria (durante i week-end) nei luoghi di aggregazione (da qui deriva il nome "droga ricreazionale") si raggiungono nell'arco di un'ora e si mantengono per tre o quattro ore. Sono rappresentati da euforia, iperattività, aumento della resistenza fisica, disinibizione e maggior socievolezza, a cui segue uno stato depressivo con isolamento ed inappetenza. L'ecstasy, che determina anche effetti allucinogeni assunta assieme all'alcol è molto pericolosa perché provoca disturbi della coscienza che sono causa di numerosi incidenti stradali ("stragi del sabato sera").
L'ecstasy e gli altri derivati dell'amfetamina possono sviluppare comportamenti aggressivi o criminali.

Le amfetamine e i suoi derivati determinano dipendenza fisica e psicologica con un desiderio pressante di assumere la sostanza allo scopo di controllare il malessere conseguente alla mancata assunzione; la sintomatologia astinenziale si manifesta sotto forma di: cefalea, palpitazioni, dolori muscolari, ansia, tremori, irritabilità, affaticamento e depressione.
I derivati dell'amfetamina e l'ecstasy hanno un effetto ancora più deleterio se sono assunte da persone che soffrono di ipertensione, cardiopatie, asma, epilessia e in gravidanza; l'esperienza clinica dimostra inoltre che in ogni caso l'uso di queste sostanze può comportare lesioni cerebrali irreversibili. L'ecstasy può determinare alcuni disturbi psichici e comportamentali rappresentati da: crisi d'ansia, alterazione della personalità con episodi psicotici acuti (allucinazioni, deliri, confusione mentale).

 


COCAINA E CRACK
La cocaina, che è la più forte sostanza stimolante del cervello, è estratta dalle foglie di una pianta del Sudamerica chiamata Eritroxilon Coca. Si presenta come una polvere biancastra che può essere sniffata, iniettata e fumata.
Il crack (cocaina base) si presenta sotto forma di cristalli che possono essere fumati.
L'effetto psichico comportamentale della cocaina e del crack è molto breve (4- 5 ore) per cui il ritmo di assunzione deve essere molto frequente. Il crack è molto più pericoloso della cocaina perché dà una dipendenza molto potente con effetti psicoattivi acuti. Le complicazioni più gravi e frequenti sono rappresentate da episodi psicotici acuti (deliri, allucinazioni e confusione mentale).
La cocaina è stata usata in medicina come anestetico locale, attualmente però il suo impiego è limitato a causa della sua tossicità. La cocaina aumenta la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca (in casi estremi può dare aritmie gravi, infarto cardiaco, ictus cerebrale e crisi epilettiche); inoltre agisce sul cervello (Sistema Nervoso Centrale) determinando alterazioni della concentrazione e della percezione. Il suo uso cronico si manifesta con alcuni segni caratteristici: dimagrimento, pallore, tremori, insonnia e iperattività comportamentale. La cocaina aumenta le performance psicofisiche provocando sensazione di profondo benessere ed euforia, aumento della vigilanza, sensazione di fiducia e di sicurezza in se stessi, iperattività comportamentale con facilitazione dei rapporti interpersonali. La cocaina dà un'intensa dipendenza e disturbi psichici e comportamentali conseguenti all'abbandono dell'uso, rappresentati da depressione, disforia (umore altalenante), aggressività e perdita del controllo.

 


ALLUCINOGENI (L.S.D.)
La dietilamide dell'acido lisergico (L.S.D.) è il più potente allucinogeno conosciuto che viene prodotto in laboratori clandestini e venduto sotto forma di compresse, polvere e liquidi (distribuito su francobolli, figurine, pezzetti di stoffa).
Negli anni trenta e quaranta l' L.S.D. venne usato sperimentalmente nel trattamento dei disturbi psichiatrici, attualmente il suo uso è stato abbandonato.
L' L.S.D. produce nausea, vertigini e tachicardia: i disturbi psichici e comportamentali sono rappresentati da cambiamenti della coscienza dell'umore e della personalità: alterazioni dello stato di coscienza (sensazione di sdoppiamento del corpo), disorientamento dello spazio e del tempo, distorsioni della percezione visiva (oggetti deformati, colori alterati, suoni distorti) e variazioni del comportamento con alternanza di depressione ed euforia. Questi disturbi permangono fino a 12/14 ore, successivamente la persona torna ad essere come prima dell'assunzione.
L' L.S.D. ha un effetto caratteristico che si ripresenta anche a distanza di settimane o di mesi chiamato flashback che consiste nel ritorno di depressione profonda, angoscia e paura di impazzire.
Gli allucinogeni provocano una forte dipendenza psichica quando la persona ripete l'assunzione. Le assunzioni ravvicinate sviluppano una sensazione di abitudine nella quale l'allucinogeno e i suoi effetti diventano l'elemento centrale del comportamento con il possibile sviluppo di episodi psicotici acuti (allucinazioni, deliri e confusione mentale) e gravi disturbi del comportamento.

 


INALANTI
Gli inalanti (benzine, colle, vernici, diluenti, smacchiatori) si sono diffusi negli ultimi anni negli ambienti ricreazionali.
Gli inalanti agiscono come stimolanti e i loro effetti psichici e comportamentali sono costituiti da eccitazione, disinibizione, senso di benessere, a dosaggi molto elevati determinano effetti di tipo allucinogeno con alterazioni dello stato di coscienza (sensazione di sdoppiamento del corpo), disorientamento dello spazio e del tempo, distorsioni della percezione visiva (oggetti deformati, colori alterati, suoni distorti) e variazioni del comportamento con manifestazioni di aggressività.
Questi disturbi permangono fino a un'ora, successivamente sopraggiunge la sonnolenza.
Possono presentarsi anche disturbi neurologici: vertigini, visione doppia, difficoltà di articolazione del linguaggio, difficoltà d'equilibrio e tremori.
L'uso cronico comporta alcune complicazioni fisiche: irritazione agli occhi e alle vie respiratorie, cefalea e malattie polmonari: esiste inoltre il rischio di insorgenza acuta di disturbi quali infarto cardiaco e ictus cerebrale.

 




APPENDICE INTEGRATIVA:

La diffusione negli ultimi anni delle nuove droghe sopra descritte, non si è sostituita ma si è sovrapposta all'uso dell'alcol e dell'eroina creando un circolo vizioso che si autoalimenta: l'alcol viene assunto per enfatizzare l'effetto dei derivati delle amfetamine, l'eroina diventa invece sostanza contenitiva dello "sballo" conseguente all'uso di eccitanti quali amfetamine e cocaina.


ALCOL
L' alcol è la sostanza psicoattiva stimolante più antica e più diffusa in Italia; è legalizzata in quasi tutti i paesi del mondo.
Questa sostanza è contenuta nelle bevande alcoliche fermentate rappresentate dal vino e dalla birra, in quelle distillate costituite dai superalcolici ed infine da quelle liquorose come gli infusi. Con il termine alcolismo si indicavano, fino agli inizi degli anni '60, le conseguenze fisiche e psichiche derivanti dall'intossicazione cronica da alcol etilico. Successivamente l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), privilegiando gli aspetti sociali e culturali del problema, inquadrò l'alcolismo nell'ambito delle tossicodipendenze distinguendo l'abuso dalla dipendenza.
L' abuso è caratterizzato da:
· Modalità patologiche d'uso (uso in situazioni a rischio, uso seguito dalla guida di un autoveicolo, uso durante l'impiego di macchinari meccanici, uso con conseguenti comportamenti violenti, uso nonostante il divieto del medico, uso nonostante i problemi relazionali in famiglia, al lavoro, a scuola, ecc.)
· Compromissione delle attività sociali e/o professionali
· Durata del disturbo da almeno un mese

La dipendenza è caratterizzata da:
· Tolleranza (aumento della dose per raggiungere l'effetto desiderato o diminuzione dello stesso mantenendo costanti le dosi)
· Astinenza (sudorazione, aumentata frequenza cardiaca, tremore alle mani, nausea e vomito, insonnia, ansia, ecc.)
· Desiderio persistente (craving) e tentativi fallimentari di riduzione o controllo dell'uso.
· Uso della sostanza nonostante la consapevolezza di avere un problema di natura fisica o psicologica.
· Aumento del tempo impiegato nella frequentazione di locali di vendita di bevande alcoliche.
L'alcol è assorbito rapidamente nello stomaco e nella prima parte dell'intestino e la sua eliminazione avviene attraverso il respiro, la sudorazione e l'urina. L'alcol viene metabolizzato principalmente dal fegato, che risulta essere l'organo più colpito nelle situazioni d'abuso (epatopatia, cirrosi epatica, …). L'aspetto più importante sotto il profilo della dipendenza è costituito dalla formazione di "metaboliti" (costituenti presenti nelle cellule cerebrali) anormali nel Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.). I disturbi psichici e comportamentali dell'alcol sono rappresentati dall'intossicazione acuta e dall'intossicazione cronica.
Nell'intossicazione acuta sono comprese le seguenti fasi progressive: euforia (minore concentrazione, movimenti incerti, instabilità emotiva), ebbrezza (rossore, aumentata frequenza del respiro, loquacità e stordimento), ubriachezza (incoerenza, mancanza di autocritica, incoordinazione motoria e insensibilità al dolore), ubriachezza grave (visione doppia, rallentamento dei riflessi, grave incordinazione motoria e confusione mentale), coma (perdita duratura della coscienza e assenza dei riflessi e della sensibilità) a cui può seguire la morte (oltre i 5 grammi di alcol etilico per litro). L'intossicazione cronica si presenta con disturbi psichici, relazionali e sociali e malattie fisiche (gastriti, pancreatiti, epatopatie, alterazione del sistema nervoso periferico, dolori muscolari, alterazioni del sistema nervoso centrale e malattie della circolazione cerebrale).
Il disturbo comportamentale più caratteristico è costituito dalla sindrome di astinenza che nella forma più grave si presenta con allucinazioni e deliri (alterazione della coscienza, ridotta percezione degli stimoli ambientali, disorientamento, deficit della memoria, alterazione del linguaggio, ecc.)


EROINA
L'eroina è un preparato sintetico derivato dalla morfina che è estratta dall'oppio. Si presenta come polvere fine di colore bianco o bruno a seconda della purezza. L'eroina e la morfina appartengono alla famiglia degli oppioidi così come il metadone. La morfina è impiegata come analgesico in numerosi disturbi somatici (dolore causato da occlusione acuta dei vasi sanguigni, scompenso cardiaco acuto e dolore neoplastico).
Gli oppioidi, oltre a svolgere un'azione analgesica, inibiscono le funzioni dei centri della respirazione, infatti il decesso per overdose è determinato dall'insufficienza respiratoria. Inoltre inibiscono l'ipotalamo e l'ipofisi (due importanti centri cerebrali) provocando squilibri ormonali (amenorrea). L'eroina può essere assunta attraverso il naso (sniffo), fumata o iniettata in vena. L'assunzione endovenosa di eroina provoca una sensazione di benessere, di ridotta percezione dell'ambiente con contemporanea riduzione della frequenza cardiaca e della pressione, rallentamento dell'attenzione, della concentrazione e del comportamento. L'eroina modifica le percezioni sensoriali provocando nell'assuntore il distacco dal mondo circostante con disturbo della memoria, del ritmo sonno veglia e delle sensazioni primarie.
La dipendenza si instaura rapidamente con qualsiasi via di assunzione. Nella dipendenza da eroina l'uso cronico comporta un'alterazione dei sistemi neurobiologici cerebrali con il risultato di una progressiva riduzione di risposta alla droga e un necessario continuo aumento della dose assunta (dipendenza fisica); la brusca interruzione dell'uso prolungato provoca l'insorgere della crisi di astinenza. La sindrome di astinenza si distingue in astinenza precoce (sintomi soggettivi: ansia, irrequietezza, insonnia, dolori muscolari, dolori addominali, nausea, brividi e vampate di calore; sintomi oggettivi: vomito, diarrea, lacrimazione, rinorrea, sbadigli, tachicardia, midriasi - pupilla dilatata - ) e tardiva (malessere generale, disforia - umore altalenante - e desiderio impellente della sostanza gratificante).

 

   
   
             

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