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a- il
significato dell'ecstasy per i giovani b-
nuove droghe e alcol: un continuum fra
storia passata e presente c- i
genitori di fronte alla "metamorfosi" dei figli
Il significato dell' ecstasy per i giovani
Fra i giovani, alcuni più di altri sentono la necessità di "cambiare":
non si piacciono, non si ritengono adeguati, temono di non essere
idonei nelle relazioni sociali nella famiglia, nel gruppo dei
coetanei, nella scuola. Iniziano così la ricerca di una
"metamorfosi" credendola
illusoriamente risolutrice dei loro problemi.
L' ecstasy, come anche le altre
sostanze (alcol, cannabis, allucinogeni e altri) risponde bene
a questa richiesta: solo un'ora e si assiste
ad un cambiamento straordinario, che può raggiungere lo
"sballo" accentuato dall'ingestione dei superalcolici.
Lo sballo è la metamorfosi estrema: potenza,
armonia con se stessi e gli altri, sensualità, innamoramento.
Il "miracolo" svanisce però all'insegna
della rapidità, la sensualità, ad esempio, rimane
una provocazione non portata a termine.
Le amfetamine e i derivati (ecstasy)
sono "ideali" e funzionali ai
ritmi del popolo della notte: ai giovani nottambuli è
richiesto di ballare senza sosta per numerose ore, di reggere
lo stress della folla e della musica, di muoversi in modo disinibito
utilizzando il linguaggio corporeo altrove inaccettato. Grazie
alle amfetamine l'energia fisica pare inesauribile, la mente
regge la pressione della musica "assordante" e della
calca danzante. Il corpo diventa quasi "autonomo" armonizzando
il suo movimento con il ritmo della musica: il risultato finale
è la sensazione di comunione con gli altri e di vicinanza
al suono puro che ha sapore tribale.
Negli anni '60 un uso perverso della libertà, vissuta
come un vuoto contenitore, fu stigmatizzata da:
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Herbert Marcuse: La trasgressione è indotta dalle società
conservatrici per poter permettere alle persone di sfogarsi e
poi rientrare nelle regole |
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Fausto 28 anni: il principe della discoteca. Figlio di famiglia
altoborghese, buona istruzione e una grande passione per la musica,
ma non solo. Da qualche anno i suoi fine settimana sono dominati
dalla pillola della felicità: la magia ha inizio prima
di entrare in discoteca. "Almeno due chicche mentre aspetti
che inizi il movimento" racconta, e poi il viaggio comincia.
Fausto sente caldo, molto caldo, si toglie la camicia a scacchi
e se la lega stretta in vita sui calzoni di pelle scura. Intanto
la sua mente inizia a prendere il largo verso l'estasi o meglio
l'ecstasy dello sballo. "Io calo per sentirmi in armonia,
mi sento completo, aperto a sentire sensazioni pazzesche. Ma
io non sono dipendente, lo faccio perché lo scelgo e mi
piace continuare a farlo: perché dovrei smettere? Ti verrebbe
da rispondergli: "perché sei magro come un'acciuga,
perché sei pieno di tic, perché non porti a termine
un discorso che sia uno senza chiederti dove sei rimasto. Ma
per Fausto il suo sabato sera è già cominciato,
è tempo di decollare e la musica batte più forte
delle nostre voci". |
La musica e le luci stesse hanno un analogo effetto di
amplificazione e di modificazione dei comportamenti a livello
profondo. Gli stimoli acustici di frequenza 1- 3 cicli / secondo
e la musica selezionata sono in grado di favorire la produzione
delle endorfine, (sostanze che riducono la percezione del dolore
e potenziano la percezione del piacere) però la musica
associata a luci stroboscopiche, è un indubbio fattore
di rischio nei confronti della vigilanza e dell'attenzione.
La musica, così come la cultura techno, è caratterizzata
da uno stile proprio ed originale. I giovani nati nel segno di
pressioni ed incertezze sociali ed economiche, sentono il bisogno
di trovare nuovi modi di esprimere i propri sentimenti e i propri
stati d'animo. Il processo di modernizzazione ha creato nelle
società occidentali nuove libertà che svincolano
i singoli dagli schemi di riferimento.
La cultura techno è una nuova filosofia della vita
e del tempo, filosofia che è legata alla ricerca di un
nuovo approccio nei confronti della tecnologia e alla creazione
di nuove realtà esistenziali, si fa però strada
anche la consapevolezza di pericoli legati all'isolamento, alla
dipendenza, alla massificazione e alla mercificazione indotti
da questa nuova moda.
Le nuove droghe hanno una buona immagine,
sono attivanti, sono un prodotto pulito della chimica e non pongono
il pericolo delle infezioni.
Nel contesto socioculturale attuale le
nuove droghe sono un prodotto coerente con l'esigenza di essere
sempre attivi, perciò il loro consumo non è sentito
inadeguato come lo è stato il consumo dell'eroina.
Non è infatti infrequente sentire un genitore che minimizza
l'uso di ecstasy del figlio ritenendolo un modo come un altro
di essere ragazzo oggi.
Gianluca cioè problemi zero. O quasi. Figlio unico,
mamma in pensione, papà operaio. Solida famiglia toscana.
Gianluca lavora, fa il tappezziere, è assolutamente fuori
dai canoni classici di qualsiasi forma di tossicodipendenza.
L'abuso di happy pills gli ha fatto uno scherzo niente male.
Gianluca non ha dormito per tre mesi di fila, neppure un'ora.
Ha iniziato ad abusare di pillole dopo il militare, in discoteca
insieme al gruppo di amici abituali. Descrive l'effetto delle
"cale" come un paradisiaco sogno: potenza muscolare,
capacità seduttiva, armonia del corpo con la musica, sensazione
di potere illimitato, eppure qualcosa non ha funzionato ed il
miracolo chimico è capitolato in una notte di maggio.
Tornato a casa una sera come tante altre, dopo la discoteca si
è messo a letto senza chiudere occhio, e così la
sera dopo e quella dopo ancora. Solo all'esasperazione è
riuscito a trovare il coraggio di confidare al suo medico di
famiglia che faceva uso di pillole. "Avevo toccato il fondo,
racconta Gianluca, al lavoro mi muovevo come uno zombi ed avevo
dolori persistenti alle braccia e alle gambe, era una situazione
insostenibile che non riuscivo a contenere neppure con gli ansiolitici".
Oggi sto bene e quando posso racconto volentieri la mia esperienza.
Neanche i miei amici, prima di avermi visto stare così
male, pensavano che "calare" potesse essere pericoloso. |
L'eccitazione che deriva dall'ingestione
di una "chicca" così come definita in
gergo, è paragonabile all'eccitazione
del gioco d'azzardo o della roulette russa, la tensione psicologica
che precede l'effetto chimico della pastiglia è forte
almeno quanto il suo principio attivo stesso.
Non si tratta di tentativi di suicidio mascherati. Si tratta
di giochi ad altissimo rischio per riceverne fortissimi brividi
e per godersi il ritrovamento di se stesso sano e salvo quando
è finito il pericolo: la cultura
dell'estremo crea una solida base al consumo delle nuove droghe
favorendo la realizzazione di imprese personali "memorabili".
Le nuove droghe rendono efficienti, prestanti, disinibiti, eccitati,
requisiti che aiutano a divertirsi, specialmente se le stesse
emozioni sono vissute dalle altre persone con cui si è
in relazione.
C'è il massimo sfruttamento del
tempo libero. L'ecstasy è utilizzata in modo compatibile
ai momenti di divertimento.
Gli effetti sopra descritti e le modalità d'uso compatibile
hanno contribuito al fascino di queste nuove droghe utilizzate
in combinazione con alcol, cannabis, allucinogeni ed eroina.
L'assunzione combinata (poliabuso) di più droghe è
quindi favorita poiché una droga
viene assunta per contrastare o amplificare l'effetto di un'altra.
L'eroina viene assunta per antagonizzare l'eccitazione
derivante dall'uso di amfetamine e derivati dalle stesse così
come le bevande alcoliche usate per accentuare l'effetto delle
"chicche".
Gli effetti delle amfetamine e dei
suoi derivati si oppongono in un certo senso alla solitudine
del tessuto sociale creando una sensazione di comunione, appartenenza,
condivisione.
Empathy, ecstasy, estasi
Dal nome originale delle pastiglie a base
di Mdma "empathy" a quello attuale "ecstasy"
c'è qualcosa di più di un cambio di sillabe. E'
implicato un richiamo alle radici della cultura delle droghe
che, alimentando la ricerca dell'estasi, aprono una via illusoria
verso l'onnipotenza e l'immortalità. Lapsus o abile scelta
di mercato?

NUOVE
DROGHE E ALCOL: UN CONTINUUM FRA STORIA PASSATA E PRESENTE
Nella cultura greca Dioniso è l'estasi
e cioè "il superamento
della condizione umana, la scoperta della liberazione totale,
il raggiungimento di una libertà e di una spontaneità
inaccessibili ai mortali". (Eliade)
Il vino era per i greci la bevanda della
"immortalità" che permetteva la trasgressione
ed il superamento del limite socialmente condiviso. Analogamente
all'inizio del nostro secolo la filosofia parlava del vino ancora
negli stessi termini (ebbrezza e trascendenza).
Il simposio è il luogo dove ogni forma di comportamento,
trasgressivo o meno, può essere concepito e previsto.
Esplorare oltre alla soglia di ciò che è ragionevole
e normale può essere rischioso: esiste il pericolo del
naufragio.
Ogni epoca ha avuto i propri dei
e il loro crollo portando costantemente alla ricerca del sacro.
I comportamenti dei giovani d'oggi sottolineano la ciclicità
di questa verità storica. C'è nei giovani un'esigenza
di sacralità e di mistero che genera paura e fascino.
A questa esigenza risponde la discoteca che è una cattedrale
anche se non ideale. Il sacro è un bisogno che si esprime
col rito. Da qui la ritualità della
discoteca: preparazione, travestimento, ballo, musica, ecc.
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Marcella 24 anni parrucchiera. Il suo fine settimana è
un nostop passando da un locale all'altro. "Io amo la discoteca
e tutto quello che ci sta dentro, pasticche comprese" ci
dice. "E' vero che probabilmente ci alimentiamo di un'illusione
ma per molti di noi lo sballo è la cosa migliore che capita
in tutta la settimana. Ti potrei dire che ti senti un po' come
cenerentola. Vivi una trasformazione che è difficile a
spiegarsi, diventi la regina della sera e non tanto perché
gli altri ti guardano ma perché tu ti senti importante.
Ne ho viste di persone stare male dopo aver calato ma credo che
avessero fatto dei miscugli caserecci, ci sono sempre quelli
che esagerano." Marcella è solo una delle tante ragazze
che stasera fra le mille luci psichedeliche si sentono regine
ma fra poco è lunedì e l'abito bello, e la magia
svaniranno. Alla realtà non si sfugge per più di
poche ore, e poi quella di cenerentola è solo una fiaba. |

I
GENITORI DI FRONTE ALLA "METAMORFOSI" DEI FIGLI
I genitori spesso si lamentano per la superficialità
e la difficoltà dei propri figli a pianificare il proprio
futuro. A volte le nuove generazioni sono
guidate da padri scarsamente consistenti ed educatori non sempre
coerenti che si misurano con un mondo che pensa solo a domani
mattina. Sarebbe auspicabile una trasformazione sociale
che ponesse al centro una famiglia "viva" composta
da eroi quotidiani a casa propria. Padri, madri e giovani che
generino una modalità di relazione gratificante ed escludente
metamorfosi rapide come quelle conseguenti l'uso di sostanze
.
Il disagio giovanile può risolversi
in una crescita o in un blocco patologico.
Le metamorfosi conseguenti all'uso delle sostanze o "sballo"
sono funzionali al superamento del disagio patologico che diventa
paura, fuga, depressione, violenza.
A queste dinamiche rispondono spesso i genitori con comportamenti
equivalenti che creano un abbraccio mortale intergenerazionale
che porta alla reciproca distruzione.
I giovani di questa generazione sono fragili, caratterizzati
dalla mancanza assoluta di principi. Lo si vede bene perché
mancano del senso del limite, credono sia possibile far tutto
e sempre. Mancano del senso della storia ma anche della propria
storia personale, per loro non esistono principi morali poetici
o meglio esiste l'etica della circostanza: puoi sempre fare tutto
dipende da come e quando. Tutto questo
non nasce dal nulla ma da un humus creato dalle generazioni precedenti.
L'interesse al successo, alla corsa affannosa alle conquiste
dei genitori ha creato degli anatroccoli desiderosi di metamorfosi
suicida nel presente.
Le amfetamine e i derivati sono state chiamate anche "droghe
ricreazionali". Averle così denominate ha dato loro
una connotazione di leggerezza. Il messaggio ricreazionale è
però subdolo ed ha bisogno di argomenti forti per essere
scalzato. La ricreazione, non solo nell'adolescenza, ma in qualsiasi
età della vita di ognuno, viene cercata per rigenerarsi
dalla fatica, per mettersi nelle condizioni di ritrovare se stessi,
per divenire creativi e per ritrovare l'altra parte di sé.
L'assunzione di ecstasy e delle altre sostanze è
invece una scappatoia per raggiungere un illusorio benessere
e felicità. Comprare ecstasy per ottenere estasi significa
vendere ai giovani un'illusione a basso prezzo. In questo nostro
tempo che è il tempo delle comunicazioni di massa, degli
scambi per fasci di luce e delle relazioni virtuali, lo sbocco
verso forme di finta ecstasy può portare a lungo andare
verso la morte fisica (danni cerebrali irreversibili) e psichica
(perdita del ruolo sociale e restringimento in un mondo allucinatorio).
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Paola 16 anni e tanta voglia di trasgressione. "La routine
mi sembrava massacrante ed ero stufa di essere vecchia",
così quando Maurizio le ha proposto un viaggio con l'
LSD non ci ha pensato due volte e l'ha seguito. "Ho preso
un mezzo francobollo, un Panoramix, il più forte della
piazza. Dopo due ore, il mio cuore ha iniziato a battere all'impazzata,
temevo uscisse dal petto, e poi le luci bianchissime come gocce
mi colpivano a flash dentro e fuori. E' inspiegabile cosa ho
provato. Le mie mani si allungavano come fossero elastiche e
il mio viso visto allo specchio era deformato e non riuscivo
a controllarne i movimenti. Dopo questa esperienza non ho più
preso pasticche, avevo il terrore che queste sensazioni potessero
tornare ed ogni volta mi dicevo: chissà se riuscirò
ad essere mai normale come prima. Mi sono confidata con una compagna
di scuola che mi ha portata a casa sua e mi ha fatto parlare
con sua madre che è medico. Mi è servito soprattutto
sapere qual è l'effetto chimico dell'acido e delle amfetamine
sulle cellule del cervello, non ne sapevo niente e per fortuna
dico adesso perché solo a pensare cosa ho rischiato mi
viene la pelle d'oca
" |
La cultura di ognuno di noi è influenzata e plasmata
dall'ambiente. Un'analisi sociologica ci porta a dire che il
declino della modernità, con i processi di frantumazione
e di scomposizione del territorio, ha ridotto gli spazi di protezione
sia all'interno della famiglia nucleare, sia nella famiglia allargata
come anche nel quartiere fino al comune e alle grandi metropoli.
Un tempo la giungla era al di là del villaggio, poi la
società complessa e minacciosa è apparsa appena
fuori "dalle mura" della comunità, dei vicini
e della famiglia. I giovani oggi sono cuccioli smarriti costretti
a vivere nella foresta senza avere strumenti per riconoscere
e difendersi dalle insidie. Un anonimo dice "la
vita ti dà quello che ti serve, se invece pensi che non
ti serve incominci a combattere con la vita e la vita non ti
dà più niente".
La comunità oggi si presenta misteriosa generatrice di
differenza fino alla porta di casa, senza che questo riesca a
fornire il rassicurante calore della protezione, dell'appartenenza,
dell'identità. I giovani sono costretti a vivere e a crescere
per diventare adulti spesso senza guida, senza armi culturali,
senza poter godere di luoghi di riposo e di ristoro, appunto
i luoghi della ricreazione.
Il compito degli adulti, è quello
di dotare i giovani di conoscenze, di abilità, di competenze
psicologiche adatte al superamento delle difficoltà della
vita di tutti i giorni. E' necessario muoversi verso una strategia
di promozione della salute che privilegi la componente affettiva
delle relazioni.
Questo processo dovrebbe coinvolgere anche la scuola, le altre
agenzie educative e le istituzioni pubbliche. Questo è
un punto sul quale è necessario insistere perché,
ad esempio, anche la scuola e le grandi istituzioni sono "templi
del verbale" dove la relazione affettiva viene trascurata
o addirittura eliminata per evitare conflittualità che
non si è in grado di gestire. Si potrebbe dire che la
tendenza è "tener lontano qualcuno o qualcosa che
appartiene alle nostre fantasie ma con cui abbiamo paura di confrontarci".
Non è questo un segno di violenza?! Per andare contro
tendenza è necessario un programma
che abbia l'obiettivo di coinvolgere i giovani direttamente nella
campagna di informazione, di prevenzione e di solidarietà.
Vi è molta necessità di informazione alle famiglie
ma anche ai ragazzi che spesso sono all'oscuro degli effetti
psicofisici delle sostanze: l'unico messaggio che sembra recepito
è che l'eroina equivale a morte. Come si intende interagire
con il primo mondo di socializzazione che è la scuola?
Come si intende affiancare la figura genitoriale ed educativa
dell'insegnante? Come si intendono attivare servizi di trattamento
integrati fra loro, alla pari, con un atteggiamento di confronto
costruttivo? Perciò abbiamo ritenuto necessario, come
Comunità terapeutica, divulgare le nostre considerazioni
a tal proposito anche in considerazione della non completa veridicità
di un messaggio molto diffuso: solo l'eroina equivale a morte,
le altre droghe sono "leggere" e "ricreazionali"
cioè un optional del divertimento.
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