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Questo nostro lavoro nasce sulla scia della realtà
attuale che ha investito il mondo della tossicodipendenza: la
diffusione delle "nuove droghe".
L'obiettivo ambizioso che ci siamo posti è di andare
oltre gli effetti manifesti che accompagnano l'assunzione di
queste sostanze ricercando le origini storiche e culturali di
questo travolgente fenomeno.
La difficoltà principale con la quale abbiamo dovuto
confrontarci è stata quella di elaborare un'analisi semplice
e facilmente comprensibile di un argomento estremamente poliedrico
e complesso.

Ai lettori rimandiamo il compito di valutare la riuscita
o meno della nostra proposizione, con un solo consiglio: non
siate indotti a confondere la semplificazione del messaggio con
una minimizzazione del problema. Ciò che segue è
solo l'inizio di una riflessione su una problematica che investe
sempre più le giovani generazioni.
Negli ultimi 10 anni, nel mercato internazionale delle
droghe che sono sostanze psicoattive con effetti sul sistema
nervoso Centrale (S.N.C.), si sta verificando un cambiamento
nelle modalità d'uso con una ripresa del consumo di sostanze
eccitanti, psichedeliche ed alcol.
All'inizio degli anni '90, dopo la diffusione negli USA
del crack (cocaina base) e nel nord dell'Europa dell'ecstasy,
il consumo di queste nuove droghe ha incominciato ad interessare
anche le giovani generazioni italiane, soprattutto negli ambienti
ricreazionali e del tempo libero. Queste sostanze eccitanti vengono
di norma assunte insieme a bevande alcoliche quali cocktail e
"beveroni esplosivi" favorendo l'insorgenza di disturbi
psichici e comportamentali acuti e stabili, sottovalutati nella
loro gravità anche se spesso irreversibili.

Dall'analisi di queste valutazioni emerge la necessità
pressante della nostra Comunità di unirsi alle altre iniziative
di prevenzione e di promozione della salute rivolte al mondo
giovanile ed alle famiglie. Spesso si è creato uno stereotipo
del tossicodipendente come eroinomane, per cui l'evoluzione della
tossicodipendenza verso le nuove droghe lascia i giovani e le
famiglie impreparate ad affrontare le problematiche che nascono
e a sottovalutarle in un clima di perversa liberalizzazione.
Queste pagine vogliono dunque essere un cortese invito
a riflettere su questo messaggio di solidarietà e non
solo
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