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SCHEDA METODOLOGICA PER L'INCONTRO CON IL TESTO BIBLICO (p. Matteo Giuliani) |
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Parlare di catechesi biblica sistematica significa riferirsi ad un gruppo biblico che si incontra periodicamente e in modo prolungato per ascoltare e attualizzare la Parola. È importante che la scelta dei testi sia tale da dare la possibilità di un itinerario organico; ma è soprattutto decisivo per la riuscita dell'esperienza che nel singolo incontro si realizzi la dinamica specifica dell'atto catechistico. Anche nell'eventualità di una catechesi biblica non sistematica è opportuno considerare e prefigurasi vari passaggi che articolano l'incontro. Vari sono i modi di approccio catechistico alla Scrittura e varie le articolazioni che viene ad assumere la dinamica catechistica corrispondente. Descriviamo alcune regole dell'approccio al testo biblico, senza determinare per questo un percorso pratico obbligato. Si tratta di una proposta aperta a tutte le varianti richieste dalle caratteristiche del gruppo e dagli obiettivi dell'incontro. La proposta, nel caso degli operatori nei Corsi di preparazione al matrimonio, non può che essere utilizzata parzialmente. L'obiettivo principale sarà favorire l'incontro con la Parola di Dio, lieta notizia per l'amore umano e la sua crescita.
1. Lo spazio ad un rapporto affettivo col brano Questa tappa mette in moto l'affettività dell'ascoltatore sia per quanto riguarda la sua recettività (impressione) che la sua espressività (espressione). Al di là delle frasi di convenienza e conformiste che possono trovare espressione in un gruppo, di fronte ad un testo è opportuno lasciare uno spazio perché emerga una parola nuova. Incontrare un testo biblico significa anzitutto lasciarsi impressionare da esso. Perché questo avvenga e il testo penetri e s'infiltri in noi, è opportuno usare delle tecniche "impressive": accompagnamento musicale della lettura, accompagnamento con gesti, cura della dizione e scelta di toni adatti, stacco di silenzio prima della lettura, ascolto di registrazioni fatte da artisti, lettura ritmata insieme (ascoltando la propria voce si è colpiti da quanto si legge). A questa fase della "impressione" segue una fase di espressione. Si tratta di lasciar spazio alle reazioni spontanee di fronte al testo letto, e ai problemi che suscita. Ci si può interrogare su ciò che ci ha colpiti, ciò che ha attirato la nostra attenzione, perché, ciò che mi ha dato gioia, ciò che mi ha urtato, ciò che mi pare enigmatico. In questa fase, evidentemente, l'animatore accoglie tutto quanto viene espresso, anche le reazioni negative, senza assumere l'atteggiamento giudicante. Questa fase di approccio al testo offre sempre un punto di ancoraggio esistenziale utile alle tappe seguenti e garantisce quindi l'assunzione personale dei dati via via scoperti. Per altro, fermarsi a questa tappa vuol dire lasciarsi catturare dalla reazione spontanea e soggettiva, perdere di vista l'alterità del testo e la sua novità per la vita di fede. Di qui la necessità di un'altra tappa.
2. L'approccio analitico In questa tappa si lascia in sospeso, per il momento, ciò che precedentemente è emerso e si considera il testo nella sua alterità da noi e dalle nostre impressioni. Il percorso analitico può realizzarsi in due forme: l'analisi immanente e l'analisi storico-critica. Secondo l'analisi immanente, il testo è considerato come un intreccio di rapporti tra i differenti elementi che lo costituiscono. Secondo questa ipotesi leggere significa percepire e cogliere le relazioni che una parola, un'espressione, hanno con gli altri elementi del testo. Ci si può avvalere delle tecniche di analisi strutturale semplificate attorno a due operazioni fondamentali. La prima consiste nell'evidenziare le caratteristiche dei personaggi in gioco, trovare le opposizioni e le similitudini con altri personaggi; oppure nel cogliere le parole (valori) in opposizione o in sintonia tra di loro disseminate nel testo, nel raggrupparle per ambiti e nel titolarle con un'espressione astratta (vita non-vita; amore - odio; ). La seconda operazione consiste nel cogliere la trasformazione, documentata dal testo, tra situazione iniziale e situazione finale, facendo attenzione a ciò che permette il passaggio dall'una all'altra. Si studieranno i personaggi, le tappe del loro sviluppo, ciò di cui mancano e ciò che acquisiscono, il tipo di concorso esterno che valorizzano. L'analisi storico critica richiede l'offerta di informazioni sul contesto storico dell'autore e del testo, sul genere letterario, sulla sua evoluzione rispetto a testi paralleli, ecc. La proposta esegetica che si sviluppa nell'incontro ci impedisce di appropriarci troppo velocemente del testo perché ci rinvia ad una storia che non è la nostra e che è portatrice di problemi differenti dai nostri. In questo momento della catechesi sistematica si può far riferimento a degli strumenti tipo: introduzioni al libro che si legge, riferimenti marginali, note, sinossi, concordanze, dizionari, atlanti biblici. È opportuno che l'animatore offra le informazioni necessarie alla comprensione del testo tenendo conto che lo scopo è quello di facilitare la scoperta del significato della Parola e della sua portata per la vita.
3. La sintesi teologica In questa fase si valorizzano i dati precedentemente acquisiti per far sì che il testo letto e meditato diventi nutrimento della comunità dei credenti, comunità di fede, di speranza e di carità. Si potrebbe porsi questa serie di domande:
4. La capacità creativa Questo quarto momento valorizza tutto quanto precedentemente è stato espresso per passare a delle proposte creative e attinenti all'azione. La capacità creativa può realizzarsi su due binari: orientandosi verso l'azione, l'impegno (attualizzazione) oppure verso un lavoro di rielaborazione del linguaggio della fede (scrittura). L'attualizzazione consiste nel considerare il testo come luce che aiuta a decifrare il contesto sociale e come fonte di ispirazione per l'agire concreto all'interno di questo contesto. Nel processo di attualizzazione si possono presentare degli scogli che vanno evitati: - il considerare la Parola risposta già confezionata a tutti i problemi (è piuttosto fonte di ispirazione che apre un cammino, una ricerca e traccia una direzione); - il moralizzare senza considerare l'agire di Dio da cui deve maturare una risposta di fede, speranza, carità. La seconda via di creatività a partire dal brano biblico consiste nel produrre una comunicazione, un linguaggio ispirati dal brano stesso: testi, canti, foto, drammatizzazioni, relazioni con la storia della chiesa, ecc. (il quinto vangelo delle comunità attuali). Questo modello di accostamento al testo biblico ci pare utile per la catechesi sistematica. Propone un percorso in quattro momenti che permette notevole lucidità al catechista. Essendo un modello teorico, invita alla scelta operativa flessibile, alle accentuazioni più varie, nel rispetto dei suoi nuclei fondamentali: rispetto per il vissuto, l'accuratezza dell'analisi, il legame con la Tradizione e l'apertura alla conversione. Nella situazione di una catechesi non sistematica della proposta si devono utilizzare solo degli spunti parziali. Al di là del modello proposto non va dimenticato il momento del pregare sulla Parola e il legame con la vita liturgica che precede, accompagna e segue il cammino catechistico. Se poniamo la Scrittura al centro di un itinerario catechistico non possiamo dimenticare di rinviare costantemente, di aprire l'accesso alle dimensioni costitutive della vita cristiana, la preghiera, la liturgia e la carità. |
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Il testo audiovisivo è innanzi tutto un induttore di esperienza. Anche nel caso di un sussidio didattico, la sua funzione comunicativa è emotiva più che referenziale: coinvolge i sensi dello spettatore, lo induce in una situazione diversa da quella reale, facendogliela "sentire" come reale, o meglio verosimile. Lapprendimento avviene nella ripetizione e nella variazione degli elementi informativi presenti nel testo e giocati contemporaneamente sui diversi piani linguistici: dellimmagine, del parlato, della musica e dei rumori. Alla fine della visione, dunque, non cè una conoscenza organizzata a livello concettuale, ma piuttosto una "familiarizzazione": le informazioni e le idee non sono ordinate in modo razionale. Il linguaggio audiovisivo, infatti, a differenza di quello verbale, è analogico, o, se preferiamo, simbolico. "Prima di essere un linguaggio della spiegazione - scrive Pierre Babin in "La catechesi nellera della comunicazione" - è un linguaggio della suggestione. Trascina di là, non solo la mente, ma anche il cuore. Mette in agitazione il corpo (...) Linguaggio carico di sonorità e di richiami, di fatti e di immagini, di suggestioni e di connivenze, ci porta a un altro comportamento mentale ed emozionale". Nel linguaggio audiovisivo i segni si propongono simultaneamente, continuamente e disordinatamente; anche nella singola immagine, gli elementi significanti sono dati contemporaneamente: non esiste un prima e un poi. All'interno dell'inquadratura elementi visivi, iconografici, retorici, gestuali, scenografici, ambientali, culturali, sono tutti compresenti, senza un ordine evidente di grandezze. Il significato, inoltre, si costruisce nella continuità dinamica delle immagini, in modo disordinato. Sta al recettore cogliere il maggior numero di elementi possibili, valutarne l'importanza e riorganizzarli in modo concettualmente significativo. Per la sua natura analogica, il linguaggio audiovisivo ha una immediatezza che, da un lato, induce ad un approccio intuitivo e, dallaltro, tende a nasconderne la reale complessità. Per questo il rischio maggiore, per chi comunica come per chi fruisce tali messaggi, è la banalizzazione. Fermarsi ad una visione intuitiva, il più delle volte, significa restare in superficie e fraintendere il messaggio; prendere per significativo ciò che è semplice stereotipo; scambiare per tematico ciò che è solo narrativo e spettacolare; attribuire valore a ciò che non ne ha o, al contrario, sottovalutare ciò che è realmente ricco di significato. Si noti che in questo modo opera la massificazione propria dei mezzi di comunicazione, attraverso idee inavvertite e fondi mentali che diventano orizzonte di vita e, dunque, opinioni; attraverso dinamiche che conducono alla semplificazione fasulla della realtà e dei problemi, al soggettivismo sensoriale ("è vero ciò che sento"), alla confusione tra apparire ed essere, tra realtà oggettiva e sua rappresentazione. è, invece necessario andare oltre la percezione intuitiva; scomporre il testo nelle unità che lo compongono; analizzare, passando al setaccio tutti gli elementi significanti, e ricomporli in una nuova unità significativa (questa volta concettuale), il più possibile fedele a quella di partenza. A livello di testo cinematografico, per esempio, vuol dire non fermarsi alla vicenda e a quello che i personaggi dicono, e neppure alle belle immagini, o al clima emotivo, ma guardare allapprofondimento di personaggi e di ambiente; fare attenzione ai modi in cui viene rappresentata quella data vicenda; al montaggio, al punto di vista di chi regge il discorso e alluso che fa del linguaggio (letterale, allegorico, simbolico); portare alla luce i processi argomentativi; interrogarsi sulla coerenza o lincoerenza della narrazione e sulle motivazioni di tali scelte; verificare le intenzioni comunicative che sottendono il testo (informative, persuasive, emotive, poetiche, di semplice contatto, ...), indagare le condizioni di verità poste in atto dal comunicatore. Le "impressioni" possono andare bene per stabilire un primo contatto con le persone del gruppo, subito dopo la visione dellaudiovisivo. Poi però è necessario un metodo di analisi. Per quanto riguarda il film non si può che rimandare a un manuale e a esempi concreti di "letture cinematografiche", da cui sviluppare poi lapprofondimento tematico. Daltra parte il film, per la sua lunghezza, si presta raramente allutilizzo in incontri di poche ore. Si possono però enucleare singole sequenze e lavorare su quelle. è possibile anche, utilizzare una semplice situazione, una battuta, per suscitare il dibattito, ma è una cosa diversa da quella proposta, in quanto prescinde dal testo audiovisivo. Per questo preferiamo indicare luso di micro-testi, come quelli pubblicitari, che accanto alla brevità (inferiore al minuto), contengono messaggi completi, elaborati dal punto di vista linguistico, ricchi di implicazioni culturali, di modelli diffusi nella mentalità corrente; capaci, per la loro forza di suggestione e per la loro pervasività nel quotidiano, di creare o contribuire a diffondere comportamenti collettivi. tanto più che alle argomentazioni classiche, basate sulla qualità del prodotto e sugli effetti vantaggiosi, la pubblicità fa sempre più leva su "valori" socialmente riconosciuti, come la salute, la bellezza, la modernità, il successo, lamicizia, lamore, il sesso. Largomentazione tipo può essere formulata nel modo seguente: "il valore x è positivo; il prodotto x è in relazione con quel valore; dunque il prodotto è positivo"; ma la relazione è arbitraria e si regge, generalmente, su aspetti formali relativi allimmagine e al montaggio. A questo va aggiunto che, per andare a segno, prodotto e messaggio, da una parte, devono catturare lattenzione del possibile fruitore, in mezzo al mare di prodotti simili e al "rumore" che caratterizza la nostra società: dovranno dunque essere originali, magari ironici, un tantino trasgressivi. Daltra parte, però, non devono contraddire le abitudini e le convinzioni del gruppo sociale cui sono destinati, pena lincomprensione del messaggio stesso. Inoltre non devono disattendere le attese, i desideri, i gusti del pubblico. Questo significa che anche lo spot più trasgressivo se non è accettato, non è neppure del tutto rifiutato, almeno allinterno del gruppo sociale cui punta la campagna. è infine interessante osservare le modalità comunicative che utilizza la pubblicità per conseguire il proprio obiettivo: 1. in primo luogo predispone nella mente del potenziale acquirente modelli latenti che diventano parte della sua "tappezzeria" mentale, cioè convinzioni "di sfondo" che contribuiscono a costruire la sua atmosfera mentale; 2. in secondo luogo opera una messa a fuoco di questi modelli portandoli allo stato di salienza; questo secondo intervento è quello proprio del messaggio pubblicitario, di solito pensato in modo da presentare tutte le "soglie" del prodotto (i caratteri che non può non avere) e da porre in risalto le sue "leve" (i caratteri che lo contraddistinguono dai concorrenti). Una delle leve più efficaci è il carattere simbolico che il prodotto può assumere grazie alla pubblicità. Come spiegava un "creativo" in televisione, ciò che rende diverse due mele assolutamente identiche è il modo in cui vengono presentate: se una delle due viene lucidata, tagliata a metà in modo da evidenziarne la polpa succosa e croccante, e poi posta in mano a una bella ragazza che la addenti, le viene conferita una connotazione simbolica che la farà preferire. Lo stesso vale per un orologio o per una macchina: il significato simbolico di cui la pubblicità veste gli oggetti - il prestigio che da essi si trasferisce al loro proprietario - è la molla della scelta.
Schema per lanalisi: 1. visione ripetuta dello spot 2. trascrizione grafica e scomposizione del testo 3. analisi dei codici visivi: iconici iconografici tropologici 4. analisi dei codi verbali e sonori 5. ricomposizione del testo: rilievo delle strategie discorsive (argomentazioni e modelli simbolici posti in atto) A questo punto sarà possibile approfondire il materiale portato alla luce e tutte le problematiche sociali, relazionali, morali, che esso lascia aperte.
Bibliografia: Pier Cesare Rivoltella, op. cit. G. Michelone - G. Cacopardi, La pubblicità intorno a noi, Ed. Paoline, Milano 1996 |
STRUMENTI AUDIOVISIVI SPECIFICI Tre videocassette Educare allamore/Corso per fidanzati, Messaggero, Padova |
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Si tratta di uno strumento agile, utilizzabile a temi come stimolo per avviare la riflessione e il confronto. Può servire anche per la formazione e laggiornamento degli operatori, sacerdoti e laici, in quanto costituisce un esempio di approccio corretto alla mentalità dei fidanzati del nostro tempo senza perdere in correttezza dei contenuti. I temi trattati sono indicati di seguito, con la durata approssimativa. Ü la freccia segnala gli spezzoni valorizzabili nellottica del tema di questo dossier.
1° cassetta - Pane, amore e...poca fantasia * Confronto col passato: amore, coppia 5 Ü Influenza dei mass-media e dei modelli proposti dalla società attuale sulla visione dellamore e della sessualità, e conseguenze che ne derivano 15 Ü Il corpo nella società dei consumi (la sfida del corpo) flash * La convivenza flash * Il litigio come risorsa. Motivi di crisi di coppia e possibile prevenzione 10
2° cassetta - Innamorarsi * Innamoramento 7 * Passaggio dallinnamoramento allamore. Fidanzamento come tempo di "verifica". Possibili motivazioni patologiche della scelta matrimoniale 10 Ü Sessualità e suoi aspetti. Il piacere. Motivazioni psicorelazionali per la continenza prematrimoniale. Il pudore. Significato della sessualità 8 * Rapporto con le famiglie di origine 4
3° cassetta - Sposarsi in Cristo * Idea biblica di coppia (Genesi). Il peccato 3 * Sposarsi in chiesa. Il Sacramento 9 * Etica sessuale 4 * La procreazione. Motivazioni ai metodi naturali 5 * Il matrimonio inter-religioso flash * I Consultori. Il Tribunale ecclesiastico flash |
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