APPENDICE

 

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SCHEDA METODOLOGICA PER L'INCONTRO CON IL TESTO BIBLICO

(p. Matteo Giuliani)

Parlare di catechesi biblica sistematica significa riferirsi ad un gruppo biblico che si incontra periodicamente e in modo prolungato per ascoltare e attualizzare la Parola. È importante che la scelta dei testi sia tale da dare la possibilità di un itinerario organico; ma è soprattutto decisivo per la riuscita dell'esperienza che nel singolo incontro si realizzi la dinamica specifica dell'atto catechistico.

Anche nell'eventualità di una catechesi biblica non sistematica è opportuno considerare e prefigurasi vari passaggi che articolano l'incontro.

Vari sono i modi di approccio catechistico alla Scrittura e varie le articolazioni che viene ad assumere la dinamica catechistica corrispondente.

Descriviamo alcune regole dell'approccio al testo biblico, senza determinare per questo un percorso pratico obbligato. Si tratta di una proposta aperta a tutte le varianti richieste dalle caratteristiche del gruppo e dagli obiettivi dell'incontro.

La proposta, nel caso degli operatori nei Corsi di preparazione al matrimonio, non può che essere utilizzata parzialmente. L'obiettivo principale sarà favorire l'incontro con la Parola di Dio, lieta notizia per l'amore umano e la sua crescita.

 

1. Lo spazio ad un rapporto affettivo col brano

Questa tappa mette in moto l'affettività dell'ascoltatore sia per quanto riguarda la sua recettività (impressione) che la sua espressività (espressione).

Al di là delle frasi di convenienza e conformiste che possono trovare espressione in un gruppo, di fronte ad un testo è opportuno lasciare uno spazio perché emerga una parola nuova. Incontrare un testo biblico significa anzitutto lasciarsi impressionare da esso. Perché questo avvenga e il testo penetri e s'infiltri in noi, è opportuno usare delle tecniche "impressive": accompagnamento musicale della lettura, accompagnamento con gesti, cura della dizione e scelta di toni adatti, stacco di silenzio prima della lettura, ascolto di registrazioni fatte da artisti, lettura ritmata insieme (ascoltando la propria voce si è colpiti da quanto si legge).

A questa fase della "impressione" segue una fase di espressione. Si tratta di lasciar spazio alle reazioni spontanee di fronte al testo letto, e ai problemi che suscita. Ci si può interrogare su ciò che ci ha colpiti, ciò che ha attirato la nostra attenzione, perché, ciò che mi ha dato gioia, ciò che mi ha urtato, ciò che mi pare enigmatico. In questa fase, evidentemente, l'animatore accoglie tutto quanto viene espresso, anche le reazioni negative, senza assumere l'atteggiamento giudicante. Questa fase di approccio al testo offre sempre un punto di ancoraggio esistenziale utile alle tappe seguenti e garantisce quindi l'assunzione personale dei dati via via scoperti. Per altro, fermarsi a questa tappa vuol dire lasciarsi catturare dalla reazione spontanea e soggettiva, perdere di vista l'alterità del testo e la sua novità per la vita di fede. Di qui la necessità di un'altra tappa.

 

2. L'approccio analitico

In questa tappa si lascia in sospeso, per il momento, ciò che precedentemente è emerso e si considera il testo nella sua alterità da noi e dalle nostre impressioni.

Il percorso analitico può realizzarsi in due forme: l'analisi immanente e l'analisi storico-critica.

Secondo l'analisi immanente, il testo è considerato come un intreccio di rapporti tra i differenti elementi che lo costituiscono. Secondo questa ipotesi leggere significa percepire e cogliere le relazioni che una parola, un'espressione, hanno con gli altri elementi del testo. Ci si può avvalere delle tecniche di analisi strutturale semplificate attorno a due operazioni fondamentali.

La prima consiste nell'evidenziare le caratteristiche dei personaggi in gioco, trovare le opposizioni e le similitudini con altri personaggi; oppure nel cogliere le parole (valori) in opposizione o in sintonia tra di loro disseminate nel testo, nel raggrupparle per ambiti e nel titolarle con un'espressione astratta (vita – non-vita; amore - odio; …).

La seconda operazione consiste nel cogliere la trasformazione, documentata dal testo, tra situazione iniziale e situazione finale, facendo attenzione a ciò che permette il passaggio dall'una all'altra. Si studieranno i personaggi, le tappe del loro sviluppo, ciò di cui mancano e ciò che acquisiscono, il tipo di concorso esterno che valorizzano.

L'analisi storico critica richiede l'offerta di informazioni sul contesto storico dell'autore e del testo, sul genere letterario, sulla sua evoluzione rispetto a testi paralleli, ecc.

La proposta esegetica che si sviluppa nell'incontro ci impedisce di appropriarci troppo velocemente del testo perché ci rinvia ad una storia che non è la nostra e che è portatrice di problemi differenti dai nostri.

In questo momento della catechesi sistematica si può far riferimento a degli strumenti tipo: introduzioni al libro che si legge, riferimenti marginali, note, sinossi, concordanze, dizionari, atlanti biblici.

È opportuno che l'animatore offra le informazioni necessarie alla comprensione del testo tenendo conto che lo scopo è quello di facilitare la scoperta del significato della Parola e della sua portata per la vita.

 

3. La sintesi teologica

In questa fase si valorizzano i dati precedentemente acquisiti per far sì che il testo letto e meditato diventi nutrimento della comunità dei credenti, comunità di fede, di speranza e di carità.

Si potrebbe porsi questa serie di domande:

  • Che cosa ci rivela il brano, di Gesù Cristo, della sua identità, del Padre e dei loro atteggiamenti verso di noi? (domanda relativa alla fede);
  • In risposta al rivelarsi di Cristo, di Dio, quali atteggiamenti ci invita ad assumere il brano, verso Dio e tra di noi? Come mettersi in sintonia con la rivelazione dell'amore del Dio di Gesù Cristo verso di noi? (sollecitazione alla carità e vita ecclesiale);
  • Se noi facciamo nostri questi atteggiamenti al seguito del Cristo morto e risorto, a quale speranza siamo rinviati? (invito alla speranza);
  • In una prospettiva di attenzione all'esperienza umana ci si può chiedere: - che cosa afferma il testo dell'esperienza umana?; - in che consiste la novità del messaggio rispetto all'esperienza umana?; - quali ripercussioni ha sulla nostra vita e su quella della comunità?;
  • come è stato formulato il messaggio del brano nella Tradizione (Simboli della fede, Padri, Magistero, teologi)?

 

4. La capacità creativa

Questo quarto momento valorizza tutto quanto precedentemente è stato espresso per passare a delle proposte creative e attinenti all'azione.

La capacità creativa può realizzarsi su due binari: orientandosi verso l'azione, l'impegno (attualizzazione) oppure verso un lavoro di rielaborazione del linguaggio della fede (scrittura).

L'attualizzazione consiste nel considerare il testo come luce che aiuta a decifrare il contesto sociale e come fonte di ispirazione per l'agire concreto all'interno di questo contesto. Nel processo di attualizzazione si possono presentare degli scogli che vanno evitati: - il considerare la Parola risposta già confezionata a tutti i problemi (è piuttosto fonte di ispirazione che apre un cammino, una ricerca e traccia una direzione); - il moralizzare senza considerare l'agire di Dio da cui deve maturare una risposta di fede, speranza, carità.

La seconda via di creatività a partire dal brano biblico consiste nel produrre una comunicazione, un linguaggio ispirati dal brano stesso: testi, canti, foto, drammatizzazioni, relazioni con la storia della chiesa, ecc. (il quinto vangelo delle comunità attuali).

Questo modello di accostamento al testo biblico ci pare utile per la catechesi sistematica. Propone un percorso in quattro momenti che permette notevole lucidità al catechista. Essendo un modello teorico, invita alla scelta operativa flessibile, alle accentuazioni più varie, nel rispetto dei suoi nuclei fondamentali: rispetto per il vissuto, l'accuratezza dell'analisi, il legame con la Tradizione e l'apertura alla conversione. Nella situazione di una catechesi non sistematica della proposta si devono utilizzare solo degli spunti parziali.

Al di là del modello proposto non va dimenticato il momento del pregare sulla Parola e il legame con la vita liturgica che precede, accompagna e segue il cammino catechistico.

Se poniamo la Scrittura al centro di un itinerario catechistico non possiamo dimenticare di rinviare costantemente, di aprire l'accesso alle dimensioni costitutive della vita cristiana, la preghiera, la liturgia e la carità.

 

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SCHEDA METODOLOGICA PER L'INCONTRO CON IL TESTO AUDIOVISIVO

(dr. Cecilia Salizzoni)

Il testo audiovisivo è innanzi tutto un induttore di esperienza. Anche nel caso di un sussidio didattico, la sua funzione comunicativa è emotiva più che referenziale: coinvolge i sensi dello spettatore, lo induce in una situazione diversa da quella reale, facendogliela "sentire" come reale, o meglio verosimile.

L’apprendimento avviene nella ripetizione e nella variazione degli elementi informativi presenti nel testo e giocati contemporaneamente sui diversi piani linguistici: dell’immagine, del parlato, della musica e dei rumori. Alla fine della visione, dunque, non c’è una conoscenza organizzata a livello concettuale, ma piuttosto una "familiarizzazione": le informazioni e le idee non sono ordinate in modo razionale.

Il linguaggio audiovisivo, infatti, a differenza di quello verbale, è analogico, o, se preferiamo, simbolico. "Prima di essere un linguaggio della spiegazione - scrive Pierre Babin in "La catechesi nell’era della comunicazione" - è un linguaggio della suggestione. Trascina di là, non solo la mente, ma anche il cuore. Mette in agitazione il corpo (...) Linguaggio carico di sonorità e di richiami, di fatti e di immagini, di suggestioni e di connivenze, ci porta a un altro comportamento mentale ed emozionale".

Nel linguaggio audiovisivo i segni si propongono simultaneamente, continuamente e disordinatamente; anche nella singola immagine, gli elementi significanti sono dati contemporaneamente: non esiste un prima e un poi. All'interno dell'inquadratura elementi visivi, iconografici, retorici, gestuali, scenografici, ambientali, culturali, sono tutti compresenti, senza un ordine evidente di grandezze. Il significato, inoltre, si costruisce nella continuità dinamica delle immagini, in modo disordinato. Sta al recettore cogliere il maggior numero di elementi possibili, valutarne l'importanza e riorganizzarli in modo concettualmente significativo.

Per la sua natura analogica, il linguaggio audiovisivo ha una immediatezza che, da un lato, induce ad un approccio intuitivo e, dall’altro, tende a nasconderne la reale complessità. Per questo il rischio maggiore, per chi comunica come per chi fruisce tali messaggi, è la banalizzazione. Fermarsi ad una visione intuitiva, il più delle volte, significa restare in superficie e fraintendere il messaggio; prendere per significativo ciò che è semplice stereotipo; scambiare per tematico ciò che è solo narrativo e spettacolare; attribuire valore a ciò che non ne ha o, al contrario, sottovalutare ciò che è realmente ricco di significato.

Si noti che in questo modo opera la massificazione propria dei mezzi di comunicazione, attraverso idee inavvertite e fondi mentali che diventano orizzonte di vita e, dunque, opinioni; attraverso dinamiche che conducono alla semplificazione fasulla della realtà e dei problemi, al soggettivismo sensoriale ("è vero ciò che sento"), alla confusione tra apparire ed essere, tra realtà oggettiva e sua rappresentazione.

è, invece necessario andare oltre la percezione intuitiva; scomporre il testo nelle unità che lo compongono; analizzare, passando al setaccio tutti gli elementi significanti, e ricomporli in una nuova unità significativa (questa volta concettuale), il più possibile fedele a quella di partenza.

A livello di testo cinematografico, per esempio, vuol dire non fermarsi alla vicenda e a quello che i personaggi dicono, e neppure alle belle immagini, o al clima emotivo, ma guardare all’approfondimento di personaggi e di ambiente; fare attenzione ai modi in cui viene rappresentata quella data vicenda; al montaggio, al punto di vista di chi regge il discorso e all’uso che fa del linguaggio (letterale, allegorico, simbolico); portare alla luce i processi argomentativi; interrogarsi sulla coerenza o l’incoerenza della narrazione e sulle motivazioni di tali scelte; verificare le intenzioni comunicative che sottendono il testo (informative, persuasive, emotive, poetiche, di semplice contatto, ...), indagare le condizioni di verità poste in atto dal comunicatore.

Le "impressioni" possono andare bene per stabilire un primo contatto con le persone del gruppo, subito dopo la visione dell’audiovisivo. Poi però è necessario un metodo di analisi.

Per quanto riguarda il film non si può che rimandare a un manuale e a esempi concreti di "letture cinematografiche", da cui sviluppare poi l’approfondimento tematico.

D’altra parte il film, per la sua lunghezza, si presta raramente all’utilizzo in incontri di poche ore. Si possono però enucleare singole sequenze e lavorare su quelle. è possibile anche, utilizzare una semplice situazione, una battuta, per suscitare il dibattito, ma è una cosa diversa da quella proposta, in quanto prescinde dal testo audiovisivo.

Per questo preferiamo indicare l’uso di micro-testi, come quelli pubblicitari, che accanto alla brevità (inferiore al minuto), contengono messaggi completi, elaborati dal punto di vista linguistico, ricchi di implicazioni culturali, di modelli diffusi nella mentalità corrente; capaci, per la loro forza di suggestione e per la loro pervasività nel quotidiano, di creare o contribuire a diffondere comportamenti collettivi. tanto più che alle argomentazioni classiche, basate sulla qualità del prodotto e sugli effetti vantaggiosi, la pubblicità fa sempre più leva su "valori" socialmente riconosciuti, come la salute, la bellezza, la modernità, il successo, l’amicizia, l’amore, il sesso. L’argomentazione tipo può essere formulata nel modo seguente: "il valore x è positivo; il prodotto x è in relazione con quel valore; dunque il prodotto è positivo"; ma la relazione è arbitraria e si regge, generalmente, su aspetti formali relativi all’immagine e al montaggio.

A questo va aggiunto che, per andare a segno, prodotto e messaggio, da una parte, devono catturare l’attenzione del possibile fruitore, in mezzo al mare di prodotti simili e al "rumore" che caratterizza la nostra società: dovranno dunque essere originali, magari ironici, un tantino trasgressivi.

D’altra parte, però, non devono contraddire le abitudini e le convinzioni del gruppo sociale cui sono destinati, pena l’incomprensione del messaggio stesso. Inoltre non devono disattendere le attese, i desideri, i gusti del pubblico.

Questo significa che anche lo spot più trasgressivo se non è accettato, non è neppure del tutto rifiutato, almeno all’interno del gruppo sociale cui punta la campagna.

è infine interessante osservare le modalità comunicative che utilizza la pubblicità per conseguire il proprio obiettivo:

1. in primo luogo predispone nella mente del potenziale acquirente modelli latenti che diventano parte della sua "tappezzeria" mentale, cioè convinzioni "di sfondo" che contribuiscono a costruire la sua atmosfera mentale;

2. in secondo luogo opera una messa a fuoco di questi modelli portandoli allo stato di salienza; questo secondo intervento è quello proprio del messaggio pubblicitario, di solito pensato in modo da presentare tutte le "soglie" del prodotto (i caratteri che non può non avere) e da porre in risalto le sue "leve" (i caratteri che lo contraddistinguono dai concorrenti).

Una delle leve più efficaci è il carattere simbolico che il prodotto può assumere grazie alla pubblicità. Come spiegava un "creativo" in televisione, ciò che rende diverse due mele assolutamente identiche è il modo in cui vengono presentate: se una delle due viene lucidata, tagliata a metà in modo da evidenziarne la polpa succosa e croccante, e poi posta in mano a una bella ragazza che la addenti, le viene conferita una connotazione simbolica che la farà preferire. Lo stesso vale per un orologio o per una macchina: il significato simbolico di cui la pubblicità veste gli oggetti - il prestigio che da essi si trasferisce al loro proprietario - è la molla della scelta.

 

Schema per l’analisi:

1. visione ripetuta dello spot

2. trascrizione grafica e scomposizione del testo

3. analisi dei codici visivi:

iconici

iconografici

tropologici

4. analisi dei codi verbali e sonori

5. ricomposizione del testo: rilievo delle strategie discorsive (argomentazioni e modelli simbolici posti in atto)

A questo punto sarà possibile approfondire il materiale portato alla luce e tutte le problematiche sociali, relazionali, morali, che esso lascia aperte.

 

Bibliografia:

Pier Cesare Rivoltella, op. cit.

G. Michelone - G. Cacopardi, La pubblicità intorno a noi, Ed. Paoline, Milano 1996

 

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STRUMENTI AUDIOVISIVI SPECIFICI

Tre videocassette

Educare all’amore/Corso per fidanzati, Messaggero, Padova

Si tratta di uno strumento agile, utilizzabile a temi come stimolo per avviare la riflessione e il confronto.

Può servire anche per la formazione e l’aggiornamento degli operatori, sacerdoti e laici, in quanto costituisce un esempio di approccio corretto alla mentalità dei fidanzati del nostro tempo senza perdere in correttezza dei contenuti.

I temi trattati sono indicati di seguito, con la durata approssimativa.

Ü la freccia segnala gli spezzoni valorizzabili nell’ottica del tema di questo dossier.

 

    1° cassetta - Pane, amore e...poca fantasia

    * Confronto col passato: amore, coppia 5’

    Ü Influenza dei mass-media e dei modelli proposti dalla società attuale

    sulla visione dell’amore e della sessualità, e conseguenze che ne derivano 15’

    Ü Il corpo nella società dei consumi (la sfida del corpo) flash

    * La convivenza flash

    * Il litigio come risorsa. Motivi di crisi di coppia e possibile prevenzione 10’

     

     

    2° cassetta - Innamorarsi

    * Innamoramento 7’

    * Passaggio dall’innamoramento all’amore. Fidanzamento come tempo di "verifica". Possibili motivazioni patologiche della scelta matrimoniale 10’

    Ü Sessualità e suoi aspetti. Il piacere. Motivazioni psicorelazionali per la

    continenza prematrimoniale. Il pudore. Significato della sessualità 8’

    * Rapporto con le famiglie di origine 4’

     

     

    3° cassetta - Sposarsi in Cristo

    * Idea biblica di coppia (Genesi). Il peccato 3’

    * Sposarsi in chiesa. Il Sacramento 9’

    * Etica sessuale 4’

    * La procreazione. Motivazioni ai metodi naturali 5’

    * Il matrimonio inter-religioso flash

    * I Consultori. Il Tribunale ecclesiastico flash

 

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ALCUNE PREGHIERE

sul tema della sessualità

    Ci hai dato un corpo

    Signore, sei veramente formidabile!
    Ci hai dato un corpo. Ed ecco: sa parlare.
    Un nostro gesto ha in sé mille parole,
    un nostro bacio è forte come un grido,
    ogni carezza è come un fraseggiare,
    domanda e offerta, confessione e dono.
    Signore, sei veramente formidabile!
    Questo linguaggio tutto personale
    che dice quello che non sappiamo dire,
    che apre al cuore porte sconosciute,
    per un incontro nuovo, tanto atteso,
    ma anche pieno di trepidazione;
    questo linguaggio di carne che ci aiuta
    ad una più sconfinata confidenza
    a inscritti segni della tua presenza
    dentro di noi, nel nostro stesso corpo.
    Aiutaci a parlare parole buone,
    parole semplici, parole sempre nuove.
    Fa’ che ogni gesto della tenerezza
    sia punto di partenza, non di arrivo,
    sia mano aperta, delicata ed attenta,
    non mano che carpisce solitaria.
    Signore, sei veramente formidabile!
    Ci hai dato un corpo. Ed ecco: sa parlare.
    Fa’ che parliamo sempre al tuo cospetto,
    e tu ci ascolti, e ne gioisci.
    Amen.

     

    Grazie, Signore!

    Ti ringraziamo, Signore
    per averci creati liberi
    perché così possiamo amare.
    Fa’ che non abusiamo mai
    della libertà che ci hai dato,
    ma ce ne serviamo per fare scelte di vita
    conformi al tuo progetto di amore per noi.
    Ti ringraziamo anche, Signore,
    per averci dato un corpo,
    perché così possiamo
    esprimere visibilmente il nostro amore.
    Fa’ che sia per noi
    strumento prezioso di comunicazione,
    secondo la logica dell’amore.
    Fa’ che ci serva
    per dare la vita come vuoi tu:
    ci sentiremo così tuoi collaboratori,
    docili alla tua volontà,
    anche quando sarà diversa dalla nostra.
    Amen.

     

     

Per crescere attraverso il dialogo

O Signore,
tu hai voluto metterti
in comunicazione con noi,
utilizzando gli strumenti
che anche noi utilizziamo:
la parola, i gesti, il corpo.
Fa' che impariamo da te
l'importanza di saper comunicare.
Fa' che la nostra coppia
cresca nell'amore vero
attraverso un dialogo intenso e sincero,
fatto di parole, di gesti, di atteggiamenti,
che esprimano tutto il nostro sentire
e tutto il nostro essere.
Aiutaci a superare gli inevitabili conflitti
dovuti alla debolezza
della nostra natura umana,
con l'umiltà di chi sa di non avere
il monopolio della verità.
Donaci la forza di perdonare sempre
e di chiedere perdono,
degni figli di un Padre buono,
che accoglie il figlio prodigo,
senza chiedergli i conti,
e fa piovere sui buoni e sui cattivi,
attendendo con fiducia
che questi si ravvedano. Amen!

 

    Superare la solitudine

    O Dio,
    che hai voluto uomo e donna
    uniti nel corpo e nello spirito,
    perché non siano più due ma un essere solo,
    concedi che nell’amore che essi vivono
    non siano disgiunti piacere da responsabilità,
    i fatti dalle parole,
    ma sappiano distinguere verità da egoismo
    e superare la solitudine con la comunione.
    Amen.

     

Preghiera di ringraziamento per la sessualità

Ti ringraziamo, o Signore, per il meraviglioso dono della sessualità, per questa stupenda energia vitale che pulsa dentro di noi.

Tu che hai creato l’uomo a tua immagine maschio e femmina ed hai comandato loro di crescere e moltiplicarsi dando origine, nella tua immensa sapienza creatrice, alla relazione d’amore che coinvolge insieme il corpo e lo spirito in un incontro gioioso e fecondo;

Tu che dopo il peccato non hai privato l’uomo di questo dono, pur sapendo che nella sua fragilità egli lo avrebbe molte volte deturpato;

Tu che hai benedetto la stirpe di Abramo e dei Patriarchi;

Tu che hai esaudito in modo mirabile le preghiere delle sterili madri di Sansone e Samuele;

Tu che per mezzo dello Spirito hai ispirato il meraviglioso Cantico dei Cantici e la storia di Tobia e Sara;

Tu che hai benedetto il rapporto di Gioacchino e Anna in modo tale che la natura, ferita dal peccato, non trasmettesse questa terribile eredità alla Purissima Madre di Dio;

Tu che hai consolato Elisabetta nella sua vecchiaia, donandole di divenire la madre di Giovanni, il più grande di tutti i profeti;

Tu che hai preparato il grembo di Maria, sposa dello Spirito Santo, ad accogliere il Verbo e il suo seno a nutrirlo come tutte le madri;

Tu che nel tuo Figlio hai benedetto le nozze di Cana e hai confermato i valori della fedeltà e dell’indissolubilità nel matrimonio, come era fin dall’inizio tuo progetto;

Continua, ti preghiamo, a conservare in noi questa gioiosa energia d’amore che attraversa tutta la nostra vita e colora tutto il nostro modo di essere.

Ti chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo svilito il tuo dono in ripiegamenti egoistici, offendendo te e calpestando la dignità della persona umana;

per tutte le volte che abbiamo trattenuto per noi un piacere che fuori da un rapporto d’amore imputridisce come un torrente fermo in acque stagnanti;

Fa’ che viviamo questo dono con riconoscenza e senza paura all’interno di un rapporto d’amore stabile, fedele e definitivo, benedetto da te nella Chiesa, come il modo più bello di sentirsi una sola carne, per una esperienza di felicità piena che non coinvolge solo i sensi, ma il nostro essere più profondo.

Ti preghiamo anche per chi ha scelto di vivere la propria sessualità orientando l’energia vitale in mille rivoli di fecondità spirituale, testimoniando così il riferimento costante a te che sei amore pieno e beatitudine senza fine.

 

Grazie per il dono del corpo

Ringraziamo Dio che ci ha creati
uomo e donna
perché come uomo e donna lo amassimo,
ma anche perché come tali
esprimessimo il nostro amore.
Perché ci hai dato un corpo
per esprimere il nostro affetto e amore,
ti ringraziamo, Signore.
Perché ci hai dato un corpo
per raggiungere una più completa
comunione di spirito,
ti ringraziamo, Signore
Perché ci hai dato un corpo
per dare concretezza alle parole
e per superare la solitudine e la debolezza,
ti ringraziamo, Signore.
Perché ci hai dato un corpo
con cui lodarti,
ti ringraziamo, Signore.

 

Ci hai fatti uomo e donna
 
Tu ci hai fatti, Signore, uomo e donna,
con qualità diverse,
con diversi pensieri,
con sentimenti diversi.
Ed io troppo sovente
misuro reazioni, sentimenti ed opinioni altrui
sulla base dei miei.
Aiutami a non cadere in questo errore.
A mettermi immediatamente
dalla parte dell'altro,
dietro il suo cuore.
In modo che ciò che pensa,
ciò che giudica,
ciò che sente,
sia da me pensato, giudicato e sentito
da vero fratello.