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La sessualità nel contesto culturale
Il campo della sessualità è uno degli ambiti
in cui si è manifestato nel modo più radicale il
cambiamento tipico del nostro tempo. Gli studi scientifici antropologici,
psicologici e sociologici hanno fatto scoprire il mondo ricco
e complesso della sessualità umana fino a quel momento
nascosti o sconosciuti. Il modo tradizionale di concepire la
sessualità era privo si scientificità e abbastanza
omogeneo allinterno delle varie culture: ne accentuava
il carattere procreativo e la dimensione sociale, e, in generale,
esprimeva un concetto abbastanza riduttivo e diffidente
nei confronti della sessualità umana. La cultura attuale
modifica tale concezione. La sessualità viene vissuta
come un fatto privato, non orientato alla procreazione, ma allespressione
della libertà personale, alla relazione amorosa e alla
ricerca dellautorealizzazione; spesso limitata al piacere,
viene di frequente sfruttata socialmente e banalizzata. È
importante constatare il senso del cambiamento: la sessualità
non è più intesa come un mondo carico di sospetto,
circondato di silenzio e di repressione, ma come un aspetto buono
e positivo della vita. Ne viene evidenziato il carattere
di relazione interpersonale in un contesto abbastanza pluralista
e allinterno di una concezione privatistica dellesistenza.
Questa nuova mentalità, nella quale è certamente
possibile trovare alcuni aspetti interessanti, ha posto una
sfida alla comunità dei credenti. A volte si ha limpressione
di procedere a tentoni, senza più quei confini che definivano
in modo preciso cosa è giusto e cosa non lo è.
Molti coniugi vivono con inquietudine la diversità tra
la loro esperienza in campo sessuale e i nuovi comportamenti
dei loro figli. I fidanzati che incontriamo nei corsi e negli
itinerari sono figli di questa mentalità, che riconosce
come norma di comportamento la combinazione dei due principi
della spontaneità e dellaccordo comune. Una mentalità
che non riesce a comprendere una normativa esterna, né
che venga richiesta una spiegazione alla spontanea attività
sessuale dellindividuo, ma che anzi esige una spiegazione
per tutto ciò che una norma etica intende proporre.
Cercheremo pertanto di addentrarci in questa tematica ponendoci
questa domanda: qual è il modo di concepire, dal punto
di vista umano e cristiano, la sessualità in generale
e, in particolare, la sessualità della coppia?
Lo sviluppo della sessualità verso un progetto
di vita
Anche se la dimensione sessuale emerge prepotentemente solo
nella fase puberale, e lo sviluppo fisico si realizza nel giro
di pochi anni, la sessualità segna profondamente tutta
la persona e tutto larco dellesistenza.
Qualunque cellula del nostro corpo porta in sé il marchio
genetico del nostro essere maschio o femmina: non possiamo dire
semplicemente che "abbiamo dei genitali", ma piuttosto
che "siamo sessuati". La sessualità è
dunque la dimensione che ci qualifica come persone, e come esseri
fatti per la relazione. Nella persona possiamo riconoscere diversi
livelli, sempre correlati fra loro, ed in essi inquadrare anche
la sessualità. In primo luogo il livello fisico-genitale,
dove si situano lattrazione genitale, gli impulsi e le
reazioni spontanee del comportamento sessuale. Un secondo livello
è quello della sensibilità, dellaffettività,
dellerotismo. Infine il terzo livello è quello
dell"io" cosciente di se stesso, capace di conoscere,
di amare e di entrare in relazione con gli
altri, riconoscendoli come persone; qui si dà lorientamento
alla propria esistenza. Lo sviluppo della sessualità nelladolescenza
percorre queste tappe non senza tensioni e difficoltà,
come tutti noi sappiamo, e la meta, sempre davanti a noi, è
lintegrazione matura e responsabile di queste componenti
in un progetto di vita centrato sullamore. In questo
percorso, e ancor più sullidea profonda che ciascuno
di noi ha della sessualità, ha influito il clima familiare,
con le cose dette ma ancor più coi silenzi, le proibizioni,
le paure, il tipo di relazione maschio-femmina che si svolgeva
sotto i nostri occhi, la nostra relazione con il padre e con
la madre... Infine la nostra sessualità si costruisce
sulle esperienze, positive e negative, della nostra vita.
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La sessualità nella relazione di coppia
Passando a considerare la sessualità della coppia,
emerge subito un bisogno di concretezza. Non possiamo
affrontare questo tema con i fidanzati limitandoci alla ricerca
del significato e delletica, che possono essere percepiti
come lontani dalla vita intima della coppia, fatta di gesti ben
concreti e di difficoltà non risolvibili con dichiarazioni
di principio.
I giovani che incontriamo nei corsi e negli itinerari devono
percepire nella comunità ecclesiale unattenzione
concreta alle problematiche pratiche della vita sessuale, e la
possibilità di trovare aiuto in caso di difficoltà,
o andranno altrove... col rischio di perdere di vista la pienezza
delle dimensioni della sessualità a favore di tecniche
vuote.
È necessario quindi fornire alcune semplici informazioni
per vivere bene lintimità sessuale nella relazione
di coppia.
Il primo elemento da riconoscere è la differenza.
Siamo diversi, maschi e femmine, non solo sul piano anatomico,
ma anche, e profondamente, nel rapporto con la nostra sessualità.
Pensiamo allesperienza che segna lavvenuto sviluppo
nei due sessi: per il maschio, le prime eiaculazioni, con la
carica di piacere che comportano; per la ragazza, la mestruazione,
fonte di disagio e talvolta anche di dolore, segnata da tabù
ancora presenti nella nostra epoca, esperienza che richiede spesso
anni per essere accolta come segno positivo. Inoltre latto
sessuale è per la donna più carico di significati,
primo fra tutti quello riproduttivo, che il maschio giovane spesso
non tiene presente. Solo da questi accenni possiamo comprendere
le diverse risonanze che lintimità sessuale suscita
nelluomo e nella donna: semplificando, potremmo dire che
nelluno cè più immediatezza, più
istinto, più "concretezza", nellaltra
più attenzione alle sfumature, più coinvolgimento
affettivo, più bisogno di sentire il partner vicino e
fedele... Per usare una frase espressiva, "luomo
arriva allamore attraverso i sensi, la donna arriva ai
sensi attraverso lamore".
La rapidità delle reazioni fisiche è molto diversa
nei due sessi. Nelluomo, lerezione del pene si verifica
immediatamente al risveglio del desiderio; il riflesso orgasmico
può prodursi molto velocemente, e il ritorno alla fase
di riposo è altrettanto rapida. Nella donna le modificazioni
dei genitali che preparano il coito esigono spesso un tempo prolungato
per prodursi, e la mancanza di attenzione da parte delluomo
può essere un grande ostacolo. Lorgasmo è
spesso condizionato dalla durata del rapporto e quindi dalla
capacità delluomo di saper rallentare i propri riflessi.
Anche la fase di risoluzione è molto più lenta.
La coppia che ignora queste differenze avrà grossi
problemi nel trovare larmonia sessuale. Gli influssi della
mentalità attuale si fanno sentire sotto forma di "miti",
spesso inconsapevoli, che vanno riconosciuti e smascherati per
non lasciarsene condizionare. Ad esempio "ogni buona
relazione sessuale finisce con lorgasmo" oppure
"il sesso deve essere spontaneo" si scontrano
con la concretezza della vita di coppia, e la ricerca spasmodica
del piacere come segno di riuscita sessuale è alla base
della più frequente patologia riscontrata dai sessuologi:
la perdita del desiderio.
Altro elemento fondamentale, e spesso trascurato, è
il dialogo. È necessario parlarsi anche su questi
argomenti, esprimere i propri desideri, paure, turbamenti, aspettative.
È necessario ascoltare laltro, non avere
fretta, ricordarsi che il rapporto è preparato dalle attenzioni
e dai gesti daffetto di tutta la giornata. Potremmo dire
che il rapporto sessuale richiede una preparazione remota,
fatta di corteggiamento (attenzione, per i maschi, a non farlo
solo finalizzato al sesso: la donna se ne accorge e si sente
"usata"!), di riconoscimento e rispetto di eventuali
difficoltà di salute ecc.
Attenzione va data alla pulizia del proprio corpo, cercando
di essere gradevoli per il partner (sembrano cose ovvie...).
Larmonia sessuale è un cammino, non è
frutto di tecniche ma di amore, rispetto, attenzione allaltro,
dialogo aperto e sincero; nei casi in cui si dovessero manifestare
difficoltà serie (vere disfunzioni sessuali), la cosa
migliore è cercare laiuto di una persona esperta,
senza falsi pudori e paure.
Infine, proprio i gesti fisici dellunione sessuale ne
esprimono il significato, come in un linguaggio del corpo
che possiamo leggere in controluce. Le modificazioni degli organi
genitali durante il rapporto "dicono" apertura alla
relazione, allaccoglienza incondizionata dellaltro,
esprimono in modo simbolico ed efficace la condivisione totale,
il dono di sé senza riserve, per sempre, la pregnanza
di novità e di vita che è sempre frutto dellamore,
e la gioia che ne consegue. La relazione sessuale genitale è
la massima espressione dellintimità: manifesta un
amore pieno, totale, definitivo, fecondo. Purché questo
amore si esprima anche negli altri ambiti della vita, per non
far "dire" al corpo una menzogna...
La sessualità nel fidanzamento
Il cammino del fidanzamento implica una componente ineliminabile
di intimità fisica. Alcuni "gesti" fisici però
sono convenienti al progredire del dialogo e dellavvicinamento
tra due fidanzati, altri risultano inadeguati alla situazione
che i due stanno vivendo, sia per eccesso che per difetto.
I rapporti pre-matrimoniali sono una prassi assai diffusa,
anche se non sempre giungono a una relazione genitale completa,
talvolta evitata più per paura o patologia, ma sostituita
da intimità sessuali di altro tipo. Ci sono anche coppie
che decidono, allinterno di un cammino di fede, spesso
"accompagnate" da figure di riferimento, di vivere
il fidanzamento riservando i gesti tipici della coniugalità
a dopo il matrimonio, e questo non senza fatica.
Spesso i fidanzati giustificano i rapporti pre-matrimoniali
con la necessità di conoscersi e di armonizzarsi in vista
di una unione definitiva veramente consapevole e stabile.
Lattuale fragilità della coppia e del vincolo
matrimoniale dimostrano in realtà (per ammissione delle
stesse coppie) che proprio le convivenze sessuali prima del matrimonio
rendono difficile la verifica della relazione, per una sorta
di "annebbiamento" causato dal coinvolgimento fisico,
che rende difficoltoso il cammino della conoscenza, dellaccettazione
e dellamore.
Anche lesperienza clinica dei sessuologi insegna che
le difficoltà sessuali possono essere efficacemente curate
solo quando la coppia vive in un contesto di stabilità
e di definitività (tipiche del matrimonio) e la terapia
prevede il recupero dei gesti non coitali dellintimità
sessuale.
Questo approccio mostra che, a livello simbolico, non può
essere "bypassato" il tempo del fidanzamento come "promessa",
e che la relazione genitale è corretta (anche soltanto
dal punto di vista umano, prescindendo dalle connotazioni morali)
quando esprime una conoscenza, una fiducia e un amore reciproco
totali, definitivi, caratteristici di persone che hanno già
assunto un progetto comune di vita, in cui trova posto anche
lapertura alla procreazione. Fino al momento in cui questo
progetto non è stato assunto in maniera definitiva, è
indispensabile che ambedue i fidanzati mantengano la necessaria
libertà vicendevole: una volta che due persone hanno
fatto lamore in maniera piena e vera, non sono più
come prima, ma hanno creato un legame che è incompatibile
con la libertà di cambiare rotta.
Per i credenti poi lattendere il matrimonio per
dirsi totalmente lamore trova anche unaltra motivazione
convincente: la celebrazione sacramentale non è
semplicemente un atto burocratico che rende pubblico quello che
era già presente sostanzialmente nella vicenda personale.
Il sacramento opera una "trasformazione" della relazione
di coppia, rendendola segno e strumento efficace dellAmore
di Dio, non soltanto per mezzo del consenso degli sposi ma anche
per linvocazione dello Spirito. La celebrazione sacramentale
quindi determina una condizione nuova sia per la coppia che di
fronte alla comunità: una condizione di pienezza e di
"verità" accompagnata dalla grazia sacramentale.
Spesso accade che la coppia in realtà arriva ad una
decisione definitiva, ma senza poter attuare il passo del matrimonio
per impedimenti esterni: non si trova la casa, non si è
ancora completato liter degli studi, non cè
ancora un lavoro, ecc. Da una parte queste coppie vanno aiutate
a capire che la pienezza di comunione e di vita ha senso solo
allinterno del matrimonio e che la decisione di sposarsi
non è soltanto un fatto privato ma ha delle implicazioni
pubbliche, sociali ed ecclesiali.
Daltra parte non va nemmeno accettata supinamente la
mentalità corrente per la quale ci si può sposare
soltanto quando si ha tutto: casa in proprietà, arredamento
completo, professione, ecc. La coppia, compatibilmente con il
minimo indispensabile per una dignitosa vita familiare, deve
individuare quale è il momento giusto di sposarsi: quando
è matura la relazione e quando è serena la decisione
di accogliersi totalmente e definitivamente. Lattendere
oltre non fa bene allamore e mette la coppia in una condizione
di non potersi ancora esprimere con i gesti adeguati, totalmente
e serenamente, un amore che in realtà è già
maturo e ha le sue esigenze.
Sessualità e amore nella Parola di Dio
Nonostante i radicali mutamenti culturali e la caduta dei
tabù, la sessualità è ancora vissuta da
molti oggi come una "cosa sporca", e nella coscienza
di molti credenti come una realtà al di fuori del disegno
di Dio.
Nel presentare il messaggio cristiano sulla sessualità
e sull'amore occorre quindi partire non dalle "regole",
dalla morale, bensì dalla fonte dell'amore, dalla sua
origine: il "lieto annuncio" biblico, che è
la prima "rivelazione dell'Amore". La fonte biblica
rimane fondamentale; solo partendo da essa si può poi
comprendere anche l'insegnamento del Magistero, il quale interpreta
ed esprime la crescita e il cammino della Chiesa nella sua comprensione
del mistero dell'amore.
Il testo base per comprendere la rivelazione dell'amore è
la Genesi. In essa l'amore è presentato in modo indipendente
dalla fede: l'amore è una realtà universale, accessibile
e comprensibile a chiunque. Ma la Bibbia ci rivela nel contempo
che all'origine dell'amore vi è Dio:
Il fatto che anche Gesù si riferisca a questo testo
indica la sua fondamentale importanza:
"In principio (non è solo il principio
cronologico, è anche il mio principio) Dio creò
l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio
e femmina li creò, per questo luomo lascerà
suo padre e sua madre (il vincolo amoroso è
più forte di quello del sangue) e si unirà alla
sua donna e i due saranno una carne sola" (Mt 19,4-6)
Anche Paolo riprende questo stesso testo aggiungendo:
Dio crea l'uomo e la donna come due esseri che sentono il
richiamo della reciprocità:
In questo sta l'immagine di Dio, nel bisogno di mettersi in
relazione (Dio stesso è Trinità, cioè relazione
d'amore tra più persone). L'uomo e la donna realizzano
questa natura profonda, che ha le sue radici in Dio, soprattutto
attraverso la relazione di coppia.
L'annuncio biblico sull'amore umano è dunque profondamente
positivo:
"Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto
buona" (Gn. 1,31)
"Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie,
ma non ne provavano vergogna" (Gn. 2,25).
Ma la realtà umana è segnata dal peccato, dal
gesto con cui l'uomo ha liberamente cercato la propria realizzazione
al di fuori del progetto di Dio. Anche la sessualità ne
reca il segno: da occasione di realizzazione, da espressione
della "somiglianza" con Dio, il rapporto tra uomo e
donna può diventare strumento di egoismo, sopraffazione
e violenza.
"Si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero
di essere nudi" (la nudità nella bibbia è
soprattutto la coscienza di essere limitati, poveri, mortali)
(Gn. 3,7).
L'amore dunque è una realtà che l'uomo e la
donna portano in sé dall'origine, ma essi devono continuamente
"liberare" quest'amore dal rischio che esso diventi
strumento di egoismo.
Anche la storia di Israele si può leggere come una
storia d'amore e di fedeltà: Dio ama il suo popolo come
uno sposo lo sua sposa. Il tema dell'amore tra l'uomo e la donna
è presente in tutta la Bibbia. Il fatto che esso diventi
spesso un simbolo per esprimere il rapporto tra Dio ed il suo
popolo nella storia della salvezza dimostra ulteriormente, accanto
al racconto della Genesi, la profonda "positività"
della sessualità dentro il disegno di Dio. Basti accennare
soltanto al Cantico dei Cantici, al libro del profeta
Osea, al profeta Isaia in molti passi (ad esempio
Is. 62,5).
Per ulteriori spunti cfr. la dispensa di don Piero Rattin
La persona e la coppia nel piano di Dio (Ed. Centro Famiglia
Trento 1991) e la dispensa di don Lorenzo Zani Il lieto
annuncio di Dio sullamore umano (Ed. Centro Famiglia
Trento 1998).
Sessualità e amore nella dottrina della Chiesa
Gli interventi della Chiesa sui temi dell'amore e della sessualità
sono comprensibili soltanto se poniamo come premessa il "Lieto
annuncio" biblico sull'amore che essa anzitutto proclama.
A livello di coscienza generale, l'atteggiamento è
molto maturato soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II.
Dalla visione di una sessualità "concessa"
per incanalare l'istinto si è passati a considerare la
sessualità come vero dono e ricchezza, dalla dimensione
procreativa della sessualità si è passati ad
apprezzare e valorizzare anche quella unitiva.
I principali documenti conciliari che toccano il tema dell'amore
e della sessualità sono la Lumen Gentium e la Gaudium
et Spes.
"I coniugi e i genitori cristiani, seguendo la loro
propria via, devono sostenersi a vicenda nella fedeltà
dell'amore con l'aiuto della grazia per tutta la vita" (Lumen
Gentium n.41).
"Anche molti nostri contemporanei annettono un grande
valore al vero amore tra marito e moglie, che si manifesta in
espressioni diverse a seconda dei sani costumi dei popoli e dei
tempi. Proprio perché atto eminentemente umano, essendo
diretto da persona a persona con un sentimento che nasce dalla
volontà, quell'amore abbraccia il bene di tutta la persona;
perciò ha la possibilità di arricchire di particolare
dignità le espressioni del corpo e della vita psichica
e di nobilitarle come elementi speciali dell'amicizia coniugale.
Il Signore ha voluto sanare, perfezionare ed elevare questo amore
con uno speciale dono di grazia e carità. Questo amore,
unendo insieme valori umani e divini, conduce gli sposi al libero
e mutuo dono di sé stessi, che si esprime con sentimenti
e gesti di tenerezza e pervade tutta quanta la vita dei coniugi;
anzi, diventa più perfetto e cresce mediante il generoso
suo esercizio. È ben superiore perciò alla pura
attrattiva erotica che, egoisticamente coltivata, presto e miseramente
svanisce. Questo amore è espresso e sviluppato in maniera
tutta particolare nell'esercizio degli atti che sono propri del
matrimonio. Ne consegue che gli atti con i quali i coniugi si
uniscono in casta intimità sono onesti e degni; compiuti
in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi
significano ed arricchiscono vicendevolmente nella gioia e nella
gratitudine gli sposi stessi" (Gaudium et Spes n.49).
Dopo il Concilio un'enciclica, la Familiaris Consortio (1981),
è stata interamente dedicata al tema della famiglia. A
proposito del tema della sessualità, così si esprime:
"La sessualità, mediante la quale luomo
e la donna si donano luno all'altra con gli atti propri
ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente
biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come
tale. Essa si realizza in modo veramente umano solo se è
parte integrale dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano
totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte" (Familiaris
Consortio n. 11).
Anche il Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in
Italia (1993) affronta il tema dell'amore e della sessualità:
"L'amore è la fondamentale e nativa vocazione
di ogni essere umano. la vita dell'uomo ha senso solo nell'amore:
egli non può vivere senza amore. Egli rimane per sé
stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva
di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra
con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio"
(n. 23).
"Ogni uomo e ogni donna è chiamato a vivere
l'amore come totalità unificata di spirito e corpo, di
cui la sessualità è parte integrante. Essa, che
è una ricchezza di tutta la persona, oltre a determinare
l'identità personale di ciascuno, rivela come ogni donna
e ogni uomo, nella loro diversità e complementarietà,
siano fatti per la comunione e la donazione la sessualità
infatti dice come la persona umana sia intrinsecamente caratterizzata
dall'apertura all'altro e solo nel rapporto e nella comunione
con l'altro trovi la verità di sé stessa"
(n. 26).
Il matrimonio in Cristo, con tutta la forza espressiva della
sessualità, è dunque via alla santità
e non fa da contraltare alla castità per il Regno, ma
anzi ambedue le vocazioni illuminano reciprocamente il loro orizzonte
di senso.
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