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La Commissione diocesana Famiglia, dopo essersi occupata
nellarco di quasi quattro anni della preparazione al matrimonio
e della formazione permanente degli sposi e dei genitori, nel
gennaio 1997 ha avviato una riflessione e un confronto sul tema
del disagio relazionale degli sposi, avendo riconosciuto in questo
problema una vera e propria emergenza del nostro tempo. In questa
ricerca la Commissione è stata accompagnata da alcuni
esperti: persone che a vario titolo si occupano del disagio familiare
con competenze di tipo sociale, psicologico o pastorale.
Obiettivo della ricerca era comprendere meglio il fenomeno
nella sua natura, nelle cause che lo determinano, nella sua estensione
e dimensione, nei segnali indicatori con cui si manifesta, per
poter offrire alle comunità cristiane alcune indicazioni
e orientamenti che favoriscano anzitutto una positiva e responsabile
lettura del fenomeno, ne permettano una efficace prevenzione,
e aiutino ad offrire risposte significative alle richieste di
aiuto (esplicite o implicite) che arrivano da molte famiglie.
Dopo un anno e mezzo di lavoro, facendo il punto della
situazione, la Commissione ha ritenuto di avere acquisito molti
elementi interessanti, ma nel contempo ha preso coscienza della
vastità e della complessità del fenomeno, che richiede
ulteriori indagini e approfondimenti per consentire di esprimersi
con competenza e sufficiente sicurezza su un problema così
delicato.
La Commissione ha deciso pertanto di avvalersi della
collaborazione competente dellOsservatorio socio-pastorale
diocesano per proseguire lindagine; primo frutto di questa
collaborazione è stata la scelta di redigere - sulla base
del lavoro svolto finora - questo "strumento di lavoro"
con le seguenti finalità:
* offrire una sintesi delle considerazioni elaborate
e delle prospettive fin qui individuate dalla Commissione;
* aprire alcune piste per una ulteriore indagine su
vari aspetti del fenomeno (è questa la funzione delle
undici "schede" allegate al testo);
* consentire una "sperimentazione" controllata
delle proposte qui contenute per verificarle ed eventualmente
integrarle: tale sperimentazione sarà condotta in territori
circoscritti con il metodo della "ricerca-azione";
* coinvolgere nella ricerca un maggior numero di persone
di diversi contesti culturali e pastorali e di diversa competenza
professionale.
Destinatarie dello "strumento di lavoro" sono
le comunità cristiane, e in esse in particolare gli operatori
pastorali e tutti coloro - sacerdoti e laici - che intendono
collaborare con la Commissione per lindividuazione di orientamenti
più precisi a favore delle famiglie in difficoltà
relazionale.
La natura di questo "strumento di lavoro"
perciò non è quella di un documento definitivo
ma quella di un testo provvisorio che, valorizzando quanto fatto
finora dalla Commissione Famiglia, si verrà arricchendo
con il contributo allargato di varie persone e competenze. La
Commissione, al termine di questa seconda fase di lavoro, sarà
in grado di proporre allArcivescovo un testo di "orientamenti
per la comunità cristiana" sul tema del disagio relazionale
degli sposi.
Nellaffidare questo testo alla comunità,
auspichiamo che siano molti i gruppi e le persone che - di propria
iniziativa o su sollecitazione e con laiuto del gruppo
diocesano di progetto, istituito insieme dal Centro Famiglia
e dallOsservatorio socio-pastorale - offriranno validi
contributi per realizzare questo importante e originale impegno
pastorale della nostra Chiesa locale.
Trento, 11 febbraio 1999
don Sergio Nicolli Delegato vescovile
per la famiglia |
Luisa e Renzo Rossi Presidenti Commissione
diocesana Famiglia |
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