lunedì, 23 ottobre 2017
Home > Anziani > Come Prevenire e Contrastare l’Alzheimer con Cure Naturali

Come Prevenire e Contrastare l’Alzheimer con Cure Naturali

Il morbo di Alzheimer è una malattia degenerativa dal decorso molto lento e per la quale ad oggi non esiste ancora una cura risolutiva. Seppur non curabile, una diagnosi precoce associata all’utilizzo di metodi naturali, può aiutare a rallentarla, assicurando una più che soddisfacente qualità della vita. Quali sono dunque le cure naturali per l’Alzheimer? esistono una serie di percorsi che se portati avanti facendo uso di medicine a base di sostanze naturali, possono contrastare la progressione degenerativa dell’Alzheimer. E’ importante premettere che ai primi segni premonitori della malattia che colpisce il cervello manifestandosi solitamente dai sessant’anni in poi, è bene rivolgersi subito al medico per decidere insieme la strada migliore da percorrere. Parallelamente alle terapie mediche però, potrete fare affidamento sulle cure naturali, rimedi a base di integratori alimentari che presentano effetti molto simili a quelli farmacologici.

Alzheimer cure naturali: le vitamine, per rallentare i sintomi

Le vitamine rappresentano la principale cura naturale per tenere sotto controllo la progressione degenerativa dell’Alzheimer. Le vitamine E e C sono quelle da assumere poichè rappresentano una importante misura preventiva grazie alle loro peculiarità antiossidanti. La vitamina E da questo punto di vista si rivela molto potente ed è in grado di combattere i radicali liberi in aumento nella fase dell’invecchiamento. Studi medici hanno dimostrato che i pazienti che assumono vitamina E nella fase iniziale di una forma ancora lieve di Alzheimer, ritardano il ricovero in casa di cura di circa sette mesi rispetto ai pazienti con la medesima malattia ma che non prendono vitamine. Se assunta insieme alla vitamina C, i benefici naturali a livello di prevenzione del morbo di Alzheimer sono ancora maggiori: se assunte attraverso l’alimentazione sono in grado di ridurre il processo di degenerazione cognitiva e, in caso la patologia non si sia ancora manifestata, il rischio di sviluppare il morbo. La vitamina B, fondamentale per garantire un efficiente funzionamento del sistema nervoso, favorisce la sintesi di quei neurostrasmettitori che influenzano umore e pensiero. E’ proprio la carenza di vitamina B12 e di folati a portare a deficit cognitivi o forme di demenza come il morbo di Alzheimer.

Altre sostanze naturali per contrastare il morbo di Alzheimer

alzheimer cure naturaliTra le altre sostanze che rendono migliorabile l’Alzheimer con cure naturali l’assunzione di Ginkgo biloba, che comporta effetti benefici nel contrastare la malattia. Questa sostanza, priva di effetti collaterali ma da assumere ugualmente sotto controllo medico, migliora infatti il flusso ematico al cervello. Si tratta di un altro antiossidante, derivante dall’omonima pianta cinese, ampiamente utilizzato in passato per migliorare la prontezza mentale e favorire la circolazione del sangue. Ciò significa che il Ginko biloba è in grado di mitigare le amnesie di eventi recenti e le alterazioni di umore, sintomi che colpiscono i pazienti affetti di Alzheimer e che con il passare degli anni si fanno sempre più accentuati. Il suo principale vantaggio, oltre ad agire come anticoagulante, è dunque quello di migliorare le capacità cognitive dei pazienti. Derivato della pervinca, la vinpocetina migliora il flusso sanguigno al cervello e la circolazione e alcuni studi legati ad una sua prolungata somministrazione hanno evidenziato effetti positiva sulla capacità cognitiva.

La terapia medica del futuro

E’ allo studio da alcuni anni anche una terapia alternativa ed innovativa, nel tentativo di sconfiggere una volta per tutte il morbo di Alzheimer e aiutare le persone che hanno contratto questa malattia a debellarla e riprendere in mano le redini della loro vita. Si tratta del trapianto di cellule staminali embrionali, che potrebbero rivelarsi fondamentali nel riparare i danni degenerativi dei neuroni. Un’alternativa potrebbe essere rappresentata dallo sviluppo di farmaci in grado di stimolare le staminali presenti nei tessuti cerebrali a rinnovare i neuroni deteriorati.

Dalla corretta alimentazione all’esercizio fisico

Il migliore metodo per prevenire, in modo del tutto naturale, l’insorgere dell’Alzheimer consiste nel seguire uno stile di vita sano a base di esercizio fisico e con particolari accorgimenti a livello di alimentazione. Trenta minuti di esercizio fisico, per almeno tre volte alla settimana, può contribuire a ridurre fino al 50%, le possibilità di essere colpiti dal morbo di Alzheimer. Anche se non è risolutore, nel caso la patologia sia già in atto, è il modo migliore per allontanare o cancellare lo spettro della malattia senza assumere farmaci. In abbinamento a un’alimentazione sana: diete a base di pesce e con ridotto contenuto di grassi saturi e colesterolo, hanno effetti positivi a livello di prevenzione dal morbo di Alzheimer. Rischio che può essere ridotto tra il 30 e il 50% anche seguendo una dieta ipocalorica, ad alto contenuto di omega 3, di acidi grassi e di antiossidanti. Anche in questo caso si tratta però di accorgimenti preventivi, nel caso la malattia abbia già iniziato il suo decorso, sarà necessario seguire un’adeguata terapia e fare i conti con la progressiva evoluzione dei sintomi dell’Alzheimer.

Come riconoscere i sintomi dell’Alzheimer

Nelle vignette qui sotto trovate alcuni dei principali sintomi che fanno da antitesi a questa malattia. Potete cliccare sulle immagini per vederle nella dimensione originale.

 

Autore
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collabora con diverse testate giornalistiche online e offline.

Un commento

  1. Data la serietà del problema (e la tendenza delle persone a usare cure borderline) credo che valga la pena sottolineare come uno studio del 2014 pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition
    cancella di fatto ogni ipotesi che gli integratori a base di vitamina B abbiano un qualche effetto sul mantenimento delle capacità mnemoniche. Ne ho scritto sul mio blog di scienza (http://scienceabovetheclouds.blogspot.com/2015/04/vitamina-b-e-morbo-di-alzheimer-nessuna.html). Questo non preclude la possibiltà che ci siano sottogruppi di pazienti con demenza in cui la cura potrebbe avere un effetto positivo, ma tendo a pensare che si tratti di soggetti con deficienze organiche più che propriamente neurodegenerative

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con *

*

*